venerdì 28 dicembre 2012

Pink Floyd: Echoes, chiudere gli occhi e sognare




Echoes è un brano dei Pink Floyd facente parte dell’album  Meddle del 1971.

L’album venne registrato durante il 1971 in vari studi di Londra, Emi Studios,Morgan Studios e Air Studios. La maggior parte dell'album, in via provvisoria, venne registrata con il titolo momentaneo di Nothing-Parts One to Twenty four, nel gennaio del '71.

Echoes, con il nome provvisorio di Return Of The Son Of Nothing, venne suonata per la prima volta al Crystal Palace di Londra il 15 Maggio dello stesso anno, dove alla fine dell'esibizione spuntò fuori un polpo gonfiabile di 15 metri di diametro, affondato nel ghiaccio secco in un lago che separava il palco dal pubblico, mentre venivano lanciati dei fuochi d'artificio come ulteriore coreografia, soltanto che il volume della musica era talmente alto che uccise tutti i pesci presenti nel lago!!!! 

Echoes rappresenta, indubbiamente una delle più intense e meravigliose canzoni del gruppo.
Due sono gli eventi raccontati:
  • la storia di un uomo che osserva il cielo mentre pensa a qualcuno che ama  chiedendosi da dove derivi la vita,
  • la storia stessa dell’origine del mondo.


L'albatro lassù sospeso nell'aria

E giù nel profondo dei flutti

In labirinti di caverne coralline
L'eco d'un tempo lontano
Giungeva battendo attraverso la sabbia
E ogni cosa è verde e sottacqua
E nessuno ci mostrava alla terra
E nessuno sa il dove o i perché

Già nella prima strofa  il tempo sembra rallentate portando l’ascoltatore ad un profondo e religioso senso di meditazione.


Ed io sono te, e ciò che vedo sono io

E ti prenderò per mano

E ti guiderò nel paese
E aiutami a capire meglio che posso
E nessuno ci chiama per muoverci
E nessuno ci fa abbassare gli occhi
E nessuno parla, nessuno prova
E nessuno vola intorno al sole

Nella seconda strofa, narratore della evento appare rivolgersi a Dio e sembra cercare  una guida che lo aiuti a capire.

Limpida ogni giorno ti mostri ai miei occhi desti

M'inviti e inciti ad alzarmi

E attraverso la finestra nel muro
Arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
Un milione d'ambasciatori splendenti del mattino
E nessuno mi canta ninna nanne
E nessuno mi fa chiudere gli occhi
Così spalanco le finestre
E ti chiamo attraverso il cielo

Ora la voce narrata sembra rivolgersi alla propria amata, evidenziandola come unica certezza fra tutti i dubbi posti.

 La lunga composizione è di 23 minuti e 31 secondi ed occupa tutto la parte B dell'album.
Il tutto inizia con una nota di pianoforte acuta (Si) e ripetuta varie volte In tutta la  canzone predomina un'atmosfera eterea e onirica, seppur diversa da quella dei Pink Floyd strettamente psichedelici di The Piper at the Gates of Dawn e Ummagumma. La canzone è supportata dal testo di Roger Waters, che anticipa argomenti fulcro di The Dark Side of the Moon.

All’origine il brano, che è un insieme di disparate parti create autonomamente dai quattro membri della band, poi unite, doveva essere divisa in due parti: The Son of Nothing e Return of the Son of Nothing.
In un secondo tempo il titolo fu modificato in Nothing parts 1-24 e poi nel definitivo Echoes.



La canzone ha dato il nome all'antologia Echoes: The Best of Pink Floyd del 2001, dove è contenuta come quinta traccia in una versione ridotta di 16:30 minuti.

La composizione si caratterizza, innanzitutto, per i suoi strani effetti sonori. L'introduzione è stata creata per mezzo di un' estensione del suono di un pianoforte a coda filtrato attraverso un altoparlante Leslie. Dopo pochi minuti entra la batteria e subito inizia il brano vero e proprio, cantato da Wright e da Gilmour. A sette minuti, inizia un'improvvisazione di stampo prettamente funk che lentamente si dissolve, lasciando lo spazio al vento ululante e ad altri suoni creati dalla chitarra distorta di Gilmour.

La seconda metà della canzone è essenzialmente uguale alla prima. Il brano termina con un assolo di Gilmour costruito sopra l'organo di Wright.




Testo e Traduzione

Echoes

Overhead the albatross hangs motionless upon the air
And deep beneath the rolling waves
In labyrinths of coral caves
The echo of a distant time
Comes willowing across the sand
And everything is green and submarine

And no-one showed us to the land
And no-one knows the where or whys
But something stirs and something tries
And starts to climb towards the light

Strangers passing in the street
By chance two separate glances meet
And I am you and what I see is me
And do I take you by the hand
And lead you through the land
And help me understand the best I can

And no-one calls us to move on
And no-one forces down our eyes
And no-one speaks and no-one tries
And no-one flies around the sun

Cloudless everyday you fall upon my waking eyes
Inviting and inciting me to rise
And through the window in the wall
Come streaming in on sunlight wings
A million bright ambassadors of morning

And no-one sings me lullabies
And no-one makes me close my eyes
And so I throw the windows wide
And call to you across the sky

Echi

L'albatro lassù sospeso nell'aria
E giù nel profondo dei flutti
In labirinti di caverne coralline
L'eco d'un tempo lontano
Giungeva battendo attraverso la sabbia
E ogni cosa è verde e sottacqua
E nessuno ci mostrava alla terra
E nessuno sa il dove o i perché
Ma qualcosa si muove, qualcosa ci prova
E comincia a salire verso la luce
Stranieri passano in strada
Per caso, due sguardi separati s'incontrano
Ed io sono te, e ciò che vedo sono io
E ti prenderò per mano
E ti guiderò nel paese
E aiutami a capire meglio che posso
E nessuno ci chiama per muoverci
E nessuno ci fa abbassare gli occhi
E nessuno parla, nessuno prova
E nessuno vola intorno al sole
Limpida ogni giorno ti mostri ai miei occhi desti
M'inviti e inciti ad alzarmi
E attraverso la finestra nel muro
Arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
Un milione d'ambasciatori splendenti del mattino
E nessuno mi canta ninna nanne
E nessuno mi fa chiudere gli occhi
Così spalanco le finestre
E ti chiamo attraverso il cielo







fonti:
http://it.wikipedia.org
http://www.pinkfloydsound.it

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