giovedì 22 novembre 2012

Pink Floyd: High Hopes tra nostalgia e ricordi




High Hopes è una canzone del 1994 dei Pink Floyd, del loro ultimo album in studio The Division Bell, composta dal cantante del gruppo David Gilmour e dalla scrittrice inglese Polly Samson.

Il tema riguarda quello che si è raggiunto o smarrito lungo l’esistenza di ognuno di noi.
Il componimento ha un chiaro ed esplicito significato personale per Gilmour.


Douglas Adams, un amico di Gilmour, scelse il nome da dare all'album proprio dalle parole che vi sono nel testo dove vi è un riferimento alla "division bell" del parlamento inglese.

High Hopes verosimilmente ricorda similarità con altre canzoni antecedenti dei Floyd, (caratteristica, comunque, dell’intero album):

in particolare, l'intro con le campane della canzone rammenta molto quello di Fat Old Sun, contenuta nell'album Atom Heart Mother; il cinguettare degli uccelli e il ronzio delle mosche può essere ricollegato a Grantchester Meadows, un brano del 1969 tratto dall'album Ummagumma, anche il ritmo delle percussioni a qualcosa di familiare e ricorda quello di Bring the Boys Back Home di The Wall.

High hopes è una  vera e propria perla nel panorama musicale dei Pink Floyd; un insieme di ponderazioni su dubbi e  riflessioni esistenziali, rappresentando un excursus della carriera della band, trattando nostalgicamente il periodo d'oro del gruppo sino alla ormai inevitabile fine.
Del resto in tutto l’album si ritrovano considerazioni simili, dove si sfidano le complessità di comunicazione non solo dal punto di vista individuale ma anche a livello collettivo, (A Great Day For Freedom, Keep Talking, Take It Back). Ma l’esempio migliore è senza dubbio la dolorosa High Hopes, malinconico ritorno di Gilmour agli anni di Cambridge, riflettendo contemporaneamente sullo scorrere del tempo.



"In questo disco Nick e Rick hanno suonato tutto quello che dovevano suonare: per questo, secondo me, è il disco più geniuino dei Floyd dai tempi di Wish You Were Here" 
spiegò David Gilmour durante un intervista.



testo e traduzione

High Hopes - Grandi Speranze

Beyond the horizon of the place we lived when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun
Along the Long Road and on down the Causeway
Do they still meet there by the Cut
There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay
The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder
Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide
At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed of world
Encumbered forever by desire and ambition
There's a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we've been so many times
The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river
Forever and ever




Oltre l’orizzonte del luogo della nostra giovinezza
In un mondo di magneti e miracoli
I nostri pensieri si allontanavo costantemente e senza limite
Il suono della campana della discordia era iniziato
Per la Lunga Strada e giù dal Sentiero
S'incontreranno ancora la vicino al Taglio
Una banda stracciona seguiva i nostri passi
Correndo prima che il tempo ci rubasse i sogni
Lasciando la miriade di creature minuscole a cercare di legarci a terra
A una vita di lenta consunzione
L 'erba era più verde
La luce era più brillante
Di amici circondati
Le notti di meraviglia
Cercando oltre i tizzoni ardenti dei ponti dietro di noi
Un'occhiata di com'era il verde sull’altra sponda
Andavamo avanti ma sonnambuli si tornava di nuovo indietro
Trascinati dalla forza d'una marea interiore
A una grande altezza con bandiere spiegate
Raggiungevamo le gelide cime di quel mondo sognato
Per sempre oppressi da desiderio e ambizione
C'e' una fame ancora insoddisfatta
I nostri occhi stanchi ancora si smarriscono nell'orizzonte
Anche se per questa strada siamo già scesi tante volte
L'erba era più verde
La luce era più brillante
Il gusto più dolce
Le notti di meraviglia
Di amici circondati
La rugiada lucente dell’alba
L’acqua corrente
Il fiume senza fine
Per sempre e sempre



Fonti:

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