giovedì 3 maggio 2012

Tributo al Grande Torino



Il "Torino", la cui parabola ha ospitato ferite crudeli e successi epici e che il destino ha accarezzato come un fiore e trafitto come una lama saracena... (Sandro Ciotti)


Domani 4 maggio 2012 sarà il 63° anniversario della Tragedia di Superga in cui  venne cancellata una delle squadre di calcio più forte di tutti  i tempi:


Il Grande Torino, (ormai Campione d'Italia per la quinta volta consecutiva), di ritorno da Lisbona dove aveva giocato un'amichevole contro il Benfica per salutare l'addio al calcio del capitano della stessa Josè Ferreira che aveva voluto a tutti i costi per quella sua occasione particolare la squadra più forte del mondo di allora, si schianta, con l'aereo che lo stava riportando a casa, nelle colline che circondano la il capoluogo piemontese.
 La gara contro il Benfica fu una vera amichevole, la formazione granata sconfitta 4-3 con grandi applausi al capitan Ferreira che abbandonava il calcio, in uno stadio gremito da quarantamila persone.
Il giorno seguente, l'intera squadra salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa.

Ore 17,05… un pomeriggio di nebbia… era il 4 maggio 1949. Nessuno poteva immaginare la sciagura che si stava consumando sui colli di Torino. Un boato proveniente dalla Basilica di Superga ha scosso il mondo sportivo. Il trimotore FIAT N. 212 delle Aviolinee Italiane si schianta dietro il moraglione posteriore della basilica che sorge sulle colline torinesi rubando un sogno, un meraviglioso gruppo di ragazzi che ha reso il calcio italiano emozionante, vivo, spettacolare.

Nello schianto morirono i 10/11 della squadra oltre all'equipaggio, direttori tecnici e giornalisti per un totale di 31 persone.

Eccovi un documentario (diviso in 4 parti) in cui si racconta la storia degli invincibili a cura dell’Istituto Luce raccontato con la voce storica di Renzo Palmer.




Per non dimenticarli mai!!!!

Forse era troppo meravigliosa questa squadra perché invecchiasse; forse il destino voleva arrestarla nel culmine della sua bellezza. (Carlo Bergoglio)

Fonti:

Nessun commento:

Vota questo articolo