lunedì 28 maggio 2012

Mali, Africa nord occidentale: Il popolo Dogon e le loro origini extraterrestri





Mali, Africa nord occidentale; nella profondità di una valle remota vive il popolo Dogon, discendente di una tribù nomade insidiatasi in quel territorio dopo l'anno 1.000 d.C..

Come i seguaci di Akhenaton i Dogon furono costretti a lasciare l'Egitto a causa di persecuzioni religiose.

In questa parte del Continente Nero, l'antica tribù dei Dogon crede di essere discendente di una razza aliena proveniente dalla stella Sirio B, astro celeste scoperto dagli astronomi solo nella seconda metà dell'800 e impossibile da vedere a occhio nudo sia dall'Africa sia da qualsiasi continente del nostro piccolo mondo.

I Dogon mantengono ancora oggi delle tradizioni e dei miti egizi tramandati sino ai nostri giorni. Ma chi erano questi antichi astronauti di cui i Dogon credono di essere i discendenti?

Secondo la mitologia Dogon il dio del cielo Amma creò la prima creatura vivente chiamata Nommo. La leggenda dice che dopo la sua creazione Nommo si moltiplicò sulla Terra; una parte della sua discendenza si ribellò ad Amma. Amma reagì a tale ribellione distruggendo la sua progenie e spargendone le sue ceneri in tutto il mondo. Secondo i miti Dogon un dio diede loro questa conoscenza; Il dio discese dal cielo a bordo di un'arca, su un'onda di fuoco, e atterrò sulla pietra. Effettivamente ancora oggi i Dogon continuano a celebrare regolarmente una festa in onore di Nommo e di quella visita venuta in un passato remoto. Per questa cerimonia usano delle maschere di legno che risalgono a molto tempo fa.

Le maschere Dogon raccontano le storie mistiche dei loro antenati: questa è una scultura del creatore che loro chiamano Amma. La maschera raffigura Amma che sta abbracciando l'Universo.

Tradizionalmente, i Dogon, praticano la religione dell'animismo e nonostante i contatti con l'Islam nero e con altre religioni monoteistiche, essi mantengono un legame molto forte con la fede animista.

La religione dei Dogon presenta un unico Dio creatore, Amma, che ha generato i suoi figli con la Terra, sua sposa: Yurugu.

Il Nommo è un essere quadruplo, in quanto formato da due gemelli, ciascuno sia maschio che femmina; è il maestro della parola e la insegna ai primi otto esseri umani Dogon: i primi quattro maschi e le ultime quattro femmine, ma in possesso anche dell'anima del sesso opposto, cioè ermafroditi. Nati dalla prima coppia umana plasmata nell'argilla da Amma, genereranno ciascuno una famiglia di antenati Dogon prima di rientrare nella Terra e diventare essi stessi Nommo. La loro antica religione animista si esprime in cerimonie e danze rituali, in cui le maschere sono il simbolo più importante.

Una volta ogni sessant'anni è celebrato il Sigui, cerimonia itinerante di villaggio in villaggio, che rappresenta la perdita dell'immortalità da parte dell'uomo, attraverso la rievocazione della morte del primo antenato Dyongu Seru, rappresentato dall‘iminana una grande maschera che è intagliata a forma di serpente ed è alta circa 10 metri. Questa straordinaria maschera è poi conservata in una grotta segreta.

Il villaggio è costruito seguendo le forme umane: la testa è costituita dal togu-na, la casa della parola, una bassa tettoia dove l'hogon e gli anziani si ritrovano per discutere le questioni importanti del villaggio; il tronco e gli arti sono occupati dalle case di fango con i relativi granai dal caratteristico tetto di paglia di forma conica.

Gli antropologi francesi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, che per oltre un trentennio, tra il 1931 e il 1956, hanno vissuto tra i Dogon, hanno riferito che essi sembravano possedere conoscenze astronomiche molto avanzate, sull'origine dei quali si sono sviluppate numerose controversie. In particolare nel 1933 Griaule trascorse un lungo periodo in compagnia dello sciamano dogon Ogotemmêli, che si può considerare la fonte primaria delle notizie concernenti, la cosmogonia dei Dogon.

Stando a quanto riportato da Griaule, da oltre 400 anni questo popolo sarebbe stato informato del fatto che la stella Sirio (sigi tolo o "stella del Sigui"), ha una stella compagna (pō tolo o la "stella del fonio"), che orbita attorno ad essa, effettivamente scoperta nel 1844 e nota come Sirio B.

I Dogon sosterrebbero, inoltre, l'esistenza di una terza stella compagna (ęmmę ya tolo o "stella del sorgo").Sempre gli stessi autori riferirono di avere riscontrato conoscenze concernenti gli anelli di Saturno e alle lune di Giove.

Nel 1976 Robert Temple, nel suo libro The Sirius Mystery, riprendendo le osservazioni di Griaule e Dieterlen, si spinse a sostenere che la cosmologia dogon fosse il frutto di un remoto contatto con una civiltà extraterrestre, i Nommo, esseri anfibi intelligenti provenienti da un pianeta di Sirio C.

Più recentemente, sono stati sollevati numerosi dubbi sulla validità dei lavori di Griaule e Dieterlein.

Nel 1991, l'antropologo olandese Walter van Beek, dopo un lungo periodo di ricerche tra i Dogon, riferì che essi non sembravano possedere conoscenze astronomiche particolarmente approfondite né il sistema di Sirio assumeva per la popolazione una particolare importanza:

«Though they do speak about sigu tolo [which is what Griaule claimed the Dogon called Sirius] they disagree completely with each other as to which star is meant; for some it is an invisible star that should rise to announce the sigu [festival], for another it is Venus that, through a different position, appears as sigu tolo. All agree, however, that they learned about the star from Griaule.»

Tali verifiche hanno fatto sorgere dubbi sul valore dell'opera di Griaule, che da taluni è oggi considerata una colossale mistificazione; altri, più benevolmente, ritengono che Griaule possa avere inconsapevolmente influenzato i suoi interlocutori o che, più semplicemente, possa avere avuto accesso a conoscenze che nel frattempo siano andate perdute.

Di là dalle controversie sulla buonafede di Griaule, resta il dato che la fonte delle eventuali conoscenze dei Dogon su Sirio, piuttosto che in una misteriosa entità extraterrestre possa essere ricercata nei frequenti contatti avuti dalla popolazione con esploratori, viaggiatori, missionari e soldati occidentali.




Tratto dal libro "A proposito degli alieni" di Francesco Toscano ed Enrico Messina distribuito da Photocity e Lulu.








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