mercoledì 18 aprile 2012

Body Building: le proteine veloci e proteine lente. La loro funzione



Se domandate qualsiasi bodybuilder qual è il nutritivo fondamentale per la crescita muscolare, la risposta sarà sempre la stessa: le PROTEINE!

Se non ne assumono abbastanza non si crescerà!

Le proteine sono tra gli elementi organici più complessi e sono alla base di tutte le cellule animali e vegetali.
Le proteine sono primariamente composte da 4 elementi : C, H, O, N (in ordine carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto). Sono sostanze organiche: polipeptidi, polimeri quindi catene di amminoacidi di cifra variabile, da poche decine a qualche centinaia.

La  proteina è un polimero (e anche una macromolecola) di residui amminoacidici, uniti mediante un legame peptidico, spesso in associazione con altre molecole e/o ioni metallici (in questo caso si parla di proteina coniugata).

L’impalcatura delle proteine è creata da una sequela di 20 tipi di amminoacidi diversi, cui si associano certune varietà particolari di amminoacidi modificati (come l'idrossilisina nel collagene).


In natura esistono una ventina di amminoacidi che, combinandosi in molteplici sequenze, possono costruire decine di milioni di proteine, proprio come le lettere dell'alfabeto formano infinite parole.
Alcuni aminoacidi, detti essenziali, non possono essere sintetizzati dall'organismo e pertanto devono essere somministrati in maniera esterna da una parte all'altra l'alimentazione.
Di venti aminoacidi presenti in natura soltanto otto o nove sono considerati essenziali per l'uomo, dato che non riesce a sintetizzarli oppure li produce in scarsa quantità .
Gli amminoacidi essenziali sono: fenilalanina, isoleucinaleucinalisina, metionina, treonina, triptofano, valina,
In un’unica proteina non obbligatoriamente sono presenti tutte le varietà di amminoacidi che invece si trovano in misure differenti.

Il legame che unisce due amminoacidi, prende il nome di legame peptidico. Una catena di più amminoacidi legati tramite legami peptidici prende la denominazione generale di polipeptide, uno o più polipeptidi, a volte accompagnati da altre molecole ausiliarie, costituiscono una proteina, (se il numero di aminoacidi è minore di 10 questa catena è un oligopeptide; da 10 a 50 aminoacidi polipeptide; oltre 50 una proteina).

Le proteine spiegano varie funzioni: strutturale, immunitaria, trasporto (di ossigeno, minerali, lipidi, di membrana), di identificazione dell'identità genetica, ormonale, enzimatica, contrattile, energetica.

La corretta composizione di una proteina, con il giusto apporto di tutti gli aminoacidi essenziali, contribuisce alla qualità della proteina alimentare poiché, aumentando il rendimento della sintesi proteica aumenta, il suo valore biologico (VB).

Il valore biologico è la quantità di proteina sintetizzata dall'uomo a partire da quella ingerita.
Per ogni valore biologico di una data proteina l'organismo produce la stessa quantità in grammi di proteine proprie. Per esempio se per le proteine dell'uovo intero il valore biologico è 97 significa che in seguito all'assunzione di 100 g di queste proteine l'organismo ne produce 97g delle proprie.
Le proteine di origine animale hanno una qualità superiore rispetto a quelle di origine vegetale.
Il valore di aminoacidi presenti in una data proteina è anche detto spettro amminoacidico e rappresenta la quantità degli aminoacidi essenziali in essa contenuti.
Nel mondo del body building fondamentale è la distinzione tra proteine a rapido assimilamento o veloci e proteine a lento rilascio  dette appunto lente.

Le proteine veloci
In quanto altamente digeribili e molto rapide nell'entrata in circolo ed hanno una notevole  importanza nella funzione anabolica, cioè in  quella parte di metabolismo che riguarda le fasi di accrescimento e sintesi e che nel body building questo si traduce nell'applicazione dei principi per la crescita delle masse muscolari,. Ottime sono, pertanto da usare nel post allenamento quando proprio si attivano i meccanismo anabolici. Esempio, a riguardo sono le whey  protein.
Whey protein è la definizione anglosassone di "proteine del siero del latte", una combinazione proteica in polvere conseguita dal liquido - chiamato latticello, siero o whey - estratto dalla lavorazione del formaggio.
Tale siero è particolarmente abbondante delle omonime proteine, che sono la più pregiata frazione proteica di questo alimento.

Il loro valore biologico è infatti estremamente elevato, così come gli altri indici di qualità proteica.

Si usa il termine miscela proteica poichè le whey protein sono costituite da diversi tipi di proteine, come le beta-lattoglobuline (~65%), le alfa-lattoalbumine (~25%), il siero albumine (~8%) e le immunoglobuline.
Le proteine Whey ottengono un'ampia serie di applicazioni, che va dall'industria dolciaria, a quella dei prodotti da forno a quella zootecnica. Il settore dell'integrazione alimentare è quello comunque in cui le proteine del siero conseguono la loro più conosciuta attuazione.

Rispetto alle altre fonti proteiche (uova, soia, grano, caseine ecc.), infatti, le Whey vantano alcune caratteristiche peculiari:

alto contenuto in amminoacidi ramificati;
valore biologico superiore per l'ottima presenza di amminoacidi essenziali;
elevata digeribilità con rapido aumento della concentrazione plasmatica postprandiale di aminoacidi.
Grazie a tali caratteristiche le Whey protein:
forniscono i substrati necessari per la sintesi proteica (a cui partecipano alcune vitamine del gruppo B comunemente aggiunte agli integratori di whey protein);
sopprimono il catabolismo proteico;
favoriscono il recupero dopo un allenamento strenuo;
fungono da substrato per la gluconeogenesi (produzione di energia a partire da alcuni amminoacidi, che diviene importante nel digiuno prolungato e nell'attività fisica di durata);
stimolano la sintesi proteica e favoriscono la crescita muscolare;
aumentano il rilascio di insulina, diminuendo la glicemia postprandiale.

Le proteine del siero fanno parte della gruppo delle proteine veloci in quanto immediatamente assimilabili e immediatamente entranti in circolo.
Oltre a fornire un supplemento proteico, le proteine ​​del siero di latte, così come i cibi proteici in genere, sono legate all'aumento dei livelli di insulina nel sangue (indice insulinico). Come le altre fonti proteiche, è stato mostrato che anche le whey aumentano la secrezione di insulina da parte delle cellule β del pancreas; l'insulina infatti è un ormone con un ruolo anabolico, sul muscolo, sul cuore, e sul tessuto adiposo, stivando principalmente amminoacidi, carboidrati e lipidi. L'insulina dunque non è solo coinvolta nel metabolismo dei carboidrati spingendo il glucosio nelle cellule dei tessuti insulino-dipendenti, ma è coinvolta anche nell'anabolismo proteico (proteosintesi), e quindi nel metabolismo degli amminoacidi. Consumando una formula di proteine ​​del siero di latte, non vengono aumentate solo le quantità di proteine disponibili per le cellule muscolari, ma si favorisce anche il meccanismo di stivaggio degli amminoacidi stessi nel muscolo (proteosintesi) ad opera di diversi ormoni, tra i quali è coinvolta anche l'insulina. Per la precisione, i cibi proteici differiscono nella loro capacità di stimolo dell'insulina; è stato dimostrato che il latte e molti suoi derivati abbiano delle proprietà di stimolo dell'insulina molto maggiori rispetto ad altre fonti proteiche, nonostante il basso indice glicemico latticini presentano un indice insulinico tra le 3 e le 6 volte più elevato di quanto stimato dal loro basso indice glicemico.Si è cercato di capire quale fosse il fattore insulinotropico del latte, e dopo aver constatato che non fossero né i lipidi né il lattosio è stato riscontrato che è la frazione proteica del latte a provocare questa reazione. Restringendo il cerchio, si è compreso che fosse proprio la frazione rappresentata dal siero a manifestare le maggiori capacità di stimolo dell'ormone rispetto alla caseina o alle proteine complete del latte, presumubilmente per l'alto contenuto di amminoacidi insulinogenici. Comparato ad altre fonti proteiche, il siero del latte ha il più alto indice insulinico, e quindi le maggiori capacità di stimolo dell'insulina. Inoltre, tra i tipi di whey, quelle idrolizzate (WPH) mostrano un indice insulinico nettamente superiore alle altre per i più rapidi tempi di assimilazione.
Le proteine a lento rilascio

Sono una composto proteico a base di calcio caseinato, un’apprezzabile proteina la cui dote biologica è chiaramente un gradino più in basso a quello delle proteine del siero del latte. Le proteine a lento rilascio si immettono in circolazione più lentamente di altre come, per esempio, quelle del siero e, trascorrono molte ore, dal momento in cui si assumono, prima che termino totalmente la loro funzione.
 Le caseine, per via di una struttura chimica più complessa, sono “le proteine” a rilascio graduale (lente) con spiccate proprietà anti cataboliche.
 La caseina è estratta dal latte per mezzo di ultrafiltrazione, senza l'uso di sostanze chimiche.
Questo processo incrementa la quantità di peptidi del latte bioattivi che supportano la funzione immunitaria e favoriscono la crescita muscolare.

Esistono sostanzialmente quattro classificazioni di caseina:

Caseina micellare (MC): è la caseina nativa nella sua forma naturale.

Caseinato di calcio (CC): ottenuta dall'aggiunta di calcio alla caseina, è la più solubile ed economica.

Caseina idrolizzata (HC): caseina sottoposta al processo di idrolisi, che rende la proteina a rapida assimilazione.

Isolato delle proteine del latte: un composto che rispetta la proporzione proteica presente nel latte vaccino, con l'80% di caseina e il 20% di siero del latte.



La caseina viene largamente utilizzata in ambito di integrazione proteica per consentire un aumento della massa muscolare da parte degli atleti. Come le proteine del siero di latte (whey), la caseina è ottenuta dal latte vaccino. A differenza delle whey, i cui amminoacidi nel flusso sanguigno vengono immessi molto rapidamente, la caseina causa l'effetto opposto. Fondamentalmente la caseina è per definizione la proteina ad assorbimento lento sul mercato. Una proprietà interessante legata alle sue capacità di formare un gel o coagulo nello stomaco, che lo rende molto efficiente in termini di apporto di sostanze nutritive. Il coagulo è in grado di fornire un rilascio lento e sostenuto di amminoacidi nel flusso sanguigno, che può durare per diverse ore. Questa caratteristica è ritenuta molto importante per mantenere uno stato anabolico e anti-catabolico sul tessuto muscolare per tempi relativamente lunghi, laddove le proteine del siero favoriscono una maggiore sintesi proteica, ma non sono in grado di limitare il catabolismo proteico. In questo modo favorisce una maggiore ritenzione di azoto e di utilizzo da parte del corpo. Grazie alle sue proprietà di lento assorbimento, la caseina è ampiamente utilizzata tra i pasti e prima di coricarsi da parte dei bodybuilder per mantenere lo stato anabolico sul tessuto muscolare. Come le whey e altre fonti proteiche animali, la caseina contiene tutti gli amminoacidi essenziali nella giusta proporzione risultando in un ottimo profilo amminoacidico, favorevole e adatto alla crescita muscolare. E' stato riscontrato che il rilascio di amminoacidi da parte della caseina possa durare fino a sette ore.


Le caseine in aggiunta presentano alcune caratteristiche peculiari:

presentano un elevato valore biologico (VB);
determinano un lento rilascio amminoacidico che può superare le 7 ore;
hanno dunque un bassissimo indice insulinico (II);
non esibiscono particolari proprietà sullo stimolo dell'insulina, al contrario delle whey;
diversamente dalle whey, inducono un forte stimolo della secrezione endogena del IGF-1, ormone dalle note proprietà anaboliche sul tessuto muscolare;
contengono quantità maggiori di glutamminaarginina e fenilalanina rispetto alle whey;
includono anche una lunga lista di enzimi, ormoni proteici e fattori di crescita;
sono le più adatte a contrastare il catabolismo proteico (proteolisi) al contrario delle whey, o altre proteine a rapida assimilazione;
determinano uno stimolo anabolico generalmente inferiore se comparato alle whey protein;



Nel 1997 il francese Yves Boirie e la sua squadra, tramite il famoso studio Slow and fast dietary proteins differently modulate postprandial protein accretion, stabilirono per la prima volta il nominativo di proteine a "lenta e rapida assimilazione", comparando la proteina del siero del latte alla caseina. Questa ricerca mostrò che, se comparato alla caseina micellare, il siero causava un incremento più breve ma più elevato di amminoacidi nel sangue, e favoriva un incremento della proteosintesi (sintesi proteica) del 68%, rispetto al 31% della caseina. Per contro, il catabolismo proteico era ridotto del 34% dopo l'ingestione di caseine, ma non dopo l'ingestione di whey. Dopo 7 ore, il livello di ossidazione di leucina era più basso dopo l'ingestione di caseina, nonostante lo stesso introito dell'amminoacido. Si concluse che la velocità di digestione delle proteine ​​e l'assorbimento degli aminoacidi dal parte dell'intestino ha un effetto importante sul complesso anabolismo proteico dopo un pasto. In analogia con il metabolismo dei carboidrati, le proteine ​​ad assorbimento lento e veloce modulano la risposta metabolica postprandiale. Questo loro effetto sull'insulina poteva essere contemplato da un parametro che all'epoca stava iniziando ad essere diffuso tra alcuni ricercatori, ovvero l'indice insulinico, un metodo che, in analogia con l'indice glicemico, misurava la velocità di innalzamento dell'insulinemia piuttosto che della glicemia. Le whey mostravano dunque una grande capacità di elevare i livelli di insulina, presentando un alto indice insulinico, ben superiore alla caseina.
In sintesi lo studioso Yves Boirie, concludeva che:

le proteine del siero del latte non hanno proprietà anticataboliche;
la caseina ha proprietà di inibizione del catabolismo proteico;
il siero stimola maggiormente la sintesi proteica rispetto alla caseina;
le whey inducono una maggiore e più rapida concentrazione di aminoacidi nel sangue al contrario della caseina (alto indice insulinico);
la combinazione di whey+caseina può apportare il massimo dei benifici in quanto a anabolismo e contemporanea inibizione del catabolismo muscolare;


fonti:




Nessun commento:

Vota questo articolo