lunedì 16 gennaio 2012

Gli antichi astronauti: dei per il mondo antico, alieni per quello moderno.






"Se gli extraterrestri verranno a visitarci, potrebbero essere come Cristoforo Colombo in America, cosa che non fu molto positiva per i nativi americani."
-Stephen Hawking –




Figli di un dio minore?


L'archeologia spaziale, o archeologia misteriosa, è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici o delle testimonianze tramandate nel corso dei millenni, di presunti sbarchi sulla Terra, in epoche remote, di visitatori extraterrestri. Per questo suo rivolgersi al passato, essa può essere considerata parte, o complemento, della Clipeologia.
Si suppone che civiltà aliene, extraterrestri, abbiano aiutato l'evoluzione della nostra specie, se non, addirittura, "creato" l'uomo con ardite operazioni di biogenetica: è la cosiddetta ipotesi extraterrestre, secondo la quale all'origine della civiltà umana vi sarebbe un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di "dei venuti dal cielo".
I visitatori spaziali avrebbero fornito ai terrestri le conoscenze necessarie per iniziare il loro lungo cammino verso la civiltà; poi, compiuta la missione, sarebbero tornati al loro mondo sperduto nella Galassia.
Questa è la tesi sostenuta dai teorici degli antichi astronauti, e sembrerebbe, oggi, una valida risposta alla domanda che sempre di più gli uomini del nostro tempo si pongono: "Siamo soli nell'Universo?"
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Le civiltà antiche descrivevano spesso i loro dei come creature scese dal cielo, il più delle volte su carri di fuoco. Sembrerebbe che gli dei, ad un certo punto dell'evoluzione umana, dopo essersi stanziati sulla Terra, abbiano donato agli uomini le loro conoscenze (le loro tecnologie) affinché questi potessero soddisfare i loro bisogni quotidiani (la coltura dei campi, l'irrigazione, la costruzione di strade ed edifici, l'approvvigionamento ed il trasporto di risorse idriche, ecc. ecc.) e comprendere meglio la realtà delle cose che li circondavano sia in Terra che in cielo. Così si potrebbe supporre che grazie agli antiche dei, ad un certo punto dell'evoluzione della nostra specie, gli esseri umani si evolsero sino a divenire delle creature in grado di studiare i corpi celesti ed, infine, il luogo di origine degli dei, loro creatori, e da essi venerati per migliaia di anni. Ci sono tantissime testimonianze archeologiche sul nostro pianeta che corroborano la tesi sostenuta dai teorici e dagli studiosi della ―teoria dell'antico astronauta‖, anche se tale teoria non è in generale accettata a livello scientifico-accademico, con alcune eccezioni (un esempio l'astronomo e matematico Josef Allen Hynek), e venga spesso fatta rientrare nel più vasto campo speculativo della controversa pseudo-archeologia o archeologia misteriosa.
Per meglio comprendere ―la teoria degli antichi astronauti‖, del possibile contatto fra gli esseri umani e civiltà aliene in un tempo remoto, verosimilmente agli albori della nostra civiltà, della nostra storia, della nostra evoluzione, cercheremo di ripercorrere, attraverso un‘ipotetica ―linea del tempo‖, i possibili contatti che gli antichi popoli abitanti del nostro piccolo mondo, civiltà oggi scomparse, hanno presumibilmente avuto con gli antichi dei che l'uomo di oggi, stranamente, chiama alieni.


Tratto dal libro "A proposito degli Alieni" di Francesco Toscano ed Enrico Messina acquistabile tramite il sito lulu.com o Amazon.it

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