lunedì 23 gennaio 2012

Alieni: il famoso rapimento di Travis Walton (parte 2)






...…Aveva la barba e sembrava dimagrito ma era, comunque a quanto pare, in buona forma.
 In poche ore, Duane portò Travis nella sua casa di Phoenix, per a tenerlo lontano dalle orde di giornalisti, che avevano afflitto la famiglia durante la sua scomparsa, e per medicarlo. 
Per un breve periodo, Duane Walton fu in contatto con un  rappresentante di un locale gruppo di studiosi UFO, che gli mandò  un ipnotizzatore pseudomedico, ma alla fine fu contattato da un’organizzazione di ricerca di fenomeni aerei (APRO) , che inviò  un team di esperti medici.
 In definitiva, Walton fu sottoposto ad un test della verità che confermò  la sua versione dei fatti. Sfortunatamente, Walton ricorda solo un'ora o due dei suoi cinque giorni di assenza. Egli sostiene di essersi svegliato su un tavolo in una stanza. Il soffitto sembrava basso, aveva sul proprio petto un apparato ovale metallizzato (la sua giacca di jeans e la sua camicia erano stati tirati in su), provava un notevole dolore. L’aria nella stanza sembrava opprimente, cioè, calda e umida. Ci sono voluti pochi minuti e quando divenne pienamente consapevole del posto in cui si trovava, si rese conto che non era in ospedale ordinario. Intorno al "tavolo" vi erano tre creature strane, perché avevano un aspetto molto pallido, con grandi teste a cupola, gli occhi grandi, naso piccolo, bocca e orecchie, e  corpi, racchiusi in tute arancioni molto sottili. 
Vedendo loro, Walton cerò di divincolarsi afferrando un oggetto da un tavolo vicino e pronto a difendersi. Agitando tale oggetto per un momento o due, Walton fu sorpreso nel vedere le tre creature uscire dalla “stanza” girando a destra. Anche Walton uscì in direzione opposta prendendo un corridoio curvo, in cerca di una via d'uscita, trovando però un’altra stanza circolare con una sedia, (che era troppo piccola per lui, ma comunque si sedette), con un "schermo" su ogni bracciolo.
Toccò una leva e le "stelle" sul "tetto" al di sopra sembravano muoversi.
In breve, un "uomo", di circa un metro e ottanta, con capelli castani e strani occhi marrone-oro si affacciò alla porta da cui Travis era entrato. Gli fece cenno; Travis e andò da lui, balbettando  una domanda dopo l’altra ma senza risposte. L’uomo" non disse nulla, prese Travis per un braccio, lo condusse fuori nel corridoio. Entrarono in una piccola stanza, la porta si chiuse dietro di loro, e pochi secondi dopo si aprì una porta di fronte. Poi scese un piano inclinato.
 C'erano tre o quattro oggetti metallici di forma ovale. Travis a forza fu messo sul piano inclinato gli fu messa qualcosa simile ad una maschera d’ossigeno e perdette conoscenza.
 Travis si svegliò intorno a mezzanotte circa un quarto di miglio ad ovest di Heber, Arizona. Era sdraiato a pancia in giù.
 I test indicano che egli ha raccontato la sua esperienza in modo veritiero. 
Nel suo libro: L'esperienza Walton (1978) tende ad illuminare ed informare  il lettore su cosa gli accadde. 



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