domenica 11 dicembre 2011

Nibiru, il pianeta X dove tutto ebbe origine





Circa 6000 anni fa nell’Iraq meridionale compare, improvvisamente, la prima civiltà conosciuta della storia dell’uomo: quella dei Sumeri.
Ho usato a posta il termine “improvvisamente”, poiché non vi è stata nessuna altra civiltà precedente a questa e resta di difficile spiegazione, chiairire come da strutture sociali primordiali, quasi primitive si passa a strutture ben organizzate con leggi, strutture governative e culturali conoscenze economiche e soprattutto astronomiche.
Antichissime tavolette Sumere rivelerebbero l'esistenza nel nostro sistema solare di un misterioso pianeta i cui abitanti - gli Anunnaki - avrebbero dato vita agli esseri umani sulla Terra e alle prime civiltà, partendo proprio da quella sumera.
La loro conoscenza astronomica si può riscontrare nel sigillo cilindrico accadico risalente al 2400 a.C. Il sigillo altro non è che una raffigurazione del Sistema Solare che vede la nostra stella circondata dai pianeti da noi oggi conosciuti, nella giusta successione e dimensione, più Tiamat e il misterioso Nibiru. Tiamat, per i Sumeri, è un pianeta anticamente posto tra Marte e Giove. Già molto prima dell’arrivo degli Anunnaki, Nibiru si è trovato periodicamente in posizione a noi prossima. In uno di questi passaggi viene ad impattare con Tiamat; quest’ultimo si frantuma in più parti, una parte diviene la cintura degli asteroidi mentre, la restante parte di Tiamat con il suo satellite Kingu (la Luna), viene scagliata verso un'orbita più vicina al Sole e genera all'attuale sistema Terra-Luna.
Nibiru per gli antichi Sumeri era il corpo celeste associato al dio Marduk.
Il suo nome che proviene dalla lingua accadica e indica punto di attraversamento o di transizione.
Nibiru  lo si ritrova nelle traduzioni e negli studi dell’archeologo  Zecharia Sitchin, che nell'ambito della sua teoria, vuole che all'origine della vita sulla terra ci sia una presunta civiltà extraterrestre.
Sitchin, sulla base delle proprie analisi delle scritture sumeriche, giunge conclusione che Nibiru sia un diverso e sconosciuto pianeta.
Nella sua costruzione teorica affianca al pianeta Nibiru il pianeta Tiamat. Quest'ultimo sarebbe esistito collocandosi tra Marte e Giove. Egli suppone che fosse un fiorente mondo con giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall'arrivo di un grande pianeta e di un piccola stella che attraversò il sistema solare tra i 65 milioni e i 4 miliardi di anni fa. La nuova orbita assunta da Tiamat avrebbe fatto sì che collidesse con Nibiru. I detriti di questa collisione avrebbero dato vita alla fascia principale, alla Luna e alla Terra.
Secondo Sitchin, Nibiru ha un ‘orbita ellittica di 3600 anni con un movimento rotatorio, (intorno al sole), opposta a quello degli altri pianeti del sistema solare che ruotano in senso antiorario.
 Per alcuni studiosi Nibiru farà ritorno nel Sistema Solare nel 2012, e il 21 dicembre 2012 incrocerà l'orbita della Terra. In tale data secondo i Maya inizierebbe una nuova era, un nuovo "lungo computo" che terminerebbe tra altri 3600 anni, con un nuovo passaggio dello stesso Nibiru. Ma secondo Sitchin tale evento dovrebbe verificarsi intorno al 2100.






Anche se da buona parte della comunità scientifica il lavoro di Sitchin non viene preso in considerazione, negli  anni ‘80 vi sono stati studi ed analisi che confermerebbero l’esistenza di Nibiru, (chiamato anche X pianeta).

 E non solo!
 Tale scoperta viene continuamente attenzionata nel più stretto riserbo.

L’esistenza ed avvicinamento del misterioso corpo celeste rientrerebbe nei massimi livelli di segretezza dell’Intelligence USA, di gruppi occulti di potere e dallo stesso Vaticano. Come è noto, grazie alle informazioni fornite da alcuni quotidiani statunitensi, nel 1983 il telescopio orbitale denominato IRAS – (Infrared Astronomical Satellite - Satellite Astronomico ad Infrarosso) (1) avrebbe scoperto un planetoide delle dimensioni di Giove nella direzione di Orione ben oltre il nostro sistema solare. Il misterioso corpo celeste provocò perplessità tra gli astronomi che non furono in grado di stabilire se fosse effettivamente un pianeta, una cometa gigante, o una vicina protostella che non s’era riscaldata abbastanza da diventare una stella, o una galassia distante così giovane da essere ancora in fase di formazione. “Tutto ciò che posso dirvi è che noi non sappiamo cosa sia”, disse Gerry Neugebauer, lo scienziato del programma IRAS per il Jet Propulsion Laboratory della California e direttore dell’Osservatorio Palomar presso il California Institute of Technology. Quella dell’IRAS, secondo diversi studiosi in primis Zecharia Sitchin, fu una scoperta determinante nell’ambito della ricerca di Nibiru (Pianeta dell’Attraversamento) perché sancì l’ennesimo ed effettivo interessamento (anche se mai avallato con dichiarazioni ufficiali) dell’establishment scientifico al famigerato Decimo Pianeta allora noto principalmente grazie agli studi e i testi del noto sumerologo. Ennesimo interessamento perché in realtà già in precedenza l’ente spaziale americano aveva chiaramente lasciato intendere di essere sulle tracce di Nibiru. 


Negli ultimi 200 anni la scoperta di nuovi pianeti è dipesa più dalla matematica che non dalla progettazione di telescopi sempre più grandi e perfezionati. Per esempio, l’esistenza di Nettuno era stata originariamente dedotta dalle irregolarità dell’orbita di Urano. In modo analogo, Plutone è stato trovato in seguito alle osservazioni di sconosciute forze gravitazionali che influivano sull’orbita di Nettuno.Applicando questo stesso principio, gli astronomi si sono convinti che talune altrimenti inspiegabili irregolarità nelle orbite di Urano, Nettuno e Plutone (e in minor misura di Giove e di Saturno), segnalano l’esistenza di un altro pianeta non ancora scoperto. Gli astronomi sono talmente certi dell’esistenza di questo pianeta che gli hanno già dato un nome, “Pianeta X”, il Decimo Pianeta. Nonostante i recenti tentativi per sgonfiare questa ipotesi, la teoria del Pianeta X rimane viva e vegeta, tant’è vero che nel 1978, dopo decenni di stagnazione, ha effettuato un gigantesco balzo in avanti grazie alla scoperta del satellite di Plutone. Difatti, Caronte ha consentito di effettuare misurazioni accurate della massa di Plutone, che è risultata molto minore di quanto si supponesse.Questo ha reso possibile confermare matematicamente, con grande certezza, le deviazioni nelle orbite di Urano e Nettuno. Due astronomi dello US Naval Observatory di Washington D.C. hanno di conseguenza risuscitato l’idea del Pianeta X. Ma questi astronomi, Robert Barrigton e Tom Van Flandern si sono spinti ancor più avanti, impiegando modelli matematici per suggerire che il Pianeta X ha espulso Plutone e Caronte dalle loro precedenti situazioni di satelliti di Nettuno. I due studiosi hanno teorizzato che il Pianeta intruso era tre-quattro volte più grande della Terra e che probabilmente è stato catturato in un’orbita solare «altamente eccentrica e inclinata, caratterizzata da un lungo periodo». Parrebbe quasi che abbiano seguito alla lettera i dettami dell’Enuma Elish (un poema mesopotamico che tratta il mito della creazione e le imprese del dio Marduk).
 Per Zecharia Sitchin l’Enuma Elish altro non è che la descrizione in forma epica della formazione del sistema solare (avvenuta circa 4,6 miliardi di anni fa).
Secondo tale testo il sistema solare era, in origine, fortemente instabile: attorno al Sole vagavano, in orbite diverse da quelle attuali, altri dieci pianeti. Finché un giorno:

Nella Camera dei fati, nel luogo dei Destini,un dio fu generato, il più capace e saggio degli dei:nel cuore del profondo fu creato Marduk

 Marduk, ovvero Nibiru, viene proiettato all’interno del sistema solare da un evento cosmico sconosciuto. Per la sua enorme massa, Marduk è chiamato nella narrazione “il maggiore tra gli dei”, che “tutti sovrasta con la sua statura".
Nella sua corsa fu calamitato nell’orbita di Ea/Nettuno, e ne cambiò il senso di rotazione, da antiorario ad orario. Proseguì dirigendosi verso Anu/Urano, poi verso Anshar/Saturno e Kishar/Giove, dando a tutti una rotazione oraria.
Anche Marduk mutò la propria traiettoria, attratto dalla forza gravitazionale del Sole, ed entrò in rotta di collisione con un pianeta, Tiamat, caratterizzato dalla particolare ricchezza di acque. Nello scontro, Marduk “dilaniò il ventre” di Tiamat, “penetrò nelle sue viscere” e le “tagliò di netto il cranio” dividendola in due parti.
Una metà, ossia la Terra, fu spinta “verso luoghi che ancora nessuno conosceva”, ossia deviata nella sua nuova orbita attorno al Sole assieme al suo satellite Kingu (la Luna).

L’altra metà di lei egli innalzò come un paravento nei cieli:schiacciata, piegò la sua coda sino a formare la grande fascia,simile a un bracciale posto a guardia dei cieli

Marduk-Nibiru, che aveva generato, come contenuto nell’Enuma Elish, la Terra e i Cieli (la fascia di asteroidi), rappresenta /è l’origine di tutto per noi esseri umani.
Sitchin osserva come ciò corrisponda ai primi due giorni della creazione contenuti nella Genesi.

Dopo aver messo nella giusta posizione la testa di TiamatEgli vi innalzò le montagne.Aprì le sorgenti per farvi nascere i fiumi.Dagli occhi di Tiamat fece nascere il Tigri e l’Eufrate.Dai suoi capezzoli formò le montagne,perforò le sorgenti per costruire pozzi,affinché si potesse portare via l’acqua.




Fonti

http://www.instoria.it/home/Enumaelish.htm
http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.67
http://www.nibiru2012.it/nibiru-2012/quello-che-sappiamo-di-nibiru.html
it.wikipedia.org/wiki/Nibiru
http://www.nibiru.it/pianeta-x-nibiru


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