lunedì 3 ottobre 2011

Le civiltà pre colombiane: Gli Aztechi e loro origini (extraterrestri?)





Gli Aztechi furono una delle grandi civiltà precolombiane, la più florida e viva al momento del contatto con gli Spagnoli. Si svilupparono nella regione mesoamericana dell'attuale Messico dal secolo XIVal XVI.
Svilupparono la propria civiltà, acquisendo un ruolo di primo piano in America Centrale, proprio quando cominciava il declino dei maya.
La parola Azteco nella lingua nativa degli aztechi, (il nahuatl), vuol dire colui che proviede da Aztlan regione leggendaria del Messico del nord.

Gli Aztechi si riferivano a loro stessi come Mexica o Tenochca: l'uso del termine "aztechi" si riferisce genericamente a tutte quella accomunate da tradizioni, abitudini, religione e lingua.
Secondo la mitologia azteca, i mexicas partirono da Aztlan per giungere dopo una lunga peregrinazione nel lago Texcoco. Assoggettando tutte le popolazioni locali.
Fu l'ultima tribù arrivata lì di sette nahuatlacas (di lingua nahuatl). Il loro dio aveva predetto che un giorno essi avrebbero visto un'aquila sopra un cactus e in quel punto avrebbero fondato la loro città.
Così avvenne e, dopo molti anni, i mexicas gettarono le fondamenta della loro capitale, Tenochtitlàn, su un isolotto nel lago Texcoco. Oggi il lago è ormai prosciugato da anni, Tenochtitlàn è diventata Città del Messico ma l'aquila della profezia è rimasta al centro della bandiera messicana.
La leggenda non si discosta tanto dalla realtà: i mexica arrivarono nei pressi del lago Texcoco alla ricerca più accogliente dell'arido nord messicano. Poveri e non bene accetti da parte degli abitanti, riuscirono comunque a stabilirsi accettando ed assimilando la loro cultura, al punto che per loro il termine Toltecayotl divenne sinonimo di cultura.
Nel 1325 fondarono la possente città Tenochtitlàn e riuscirono a svilupparsi seppur sotto il dominio di Azcapotzalco, che servivano come mercenari. Assunsero così un'impronta militare che li portò a sopraffare Azcapotzalco e a sottomettere progressivamente diverse tribù, in un crescendo che vide la nascita del più grande impero che fosse mai esistito nel centroamerica.
Gli Aztechi cercarono di incorporare la cultura e le divinità delle civilizzazioni più avanzate che avevano trovato al loro arrivo con quelle delle civiltà più antiche, come quella dei Toltechi. Da questa fusione nacquero TlalocTezcatlipoca e Quetzalcoatl.
Non v'è dubbio che alcuni capi aztechi, come Tlacaelel, modificarono la storia per poter portare le proprie divinità tribali, Huitzilopochtli, allo stesso livello della maggior parte delle divinità nahua.
Man mano che gli Aztechi cominciarono a conquistare altri popoli, furono accettati nuovi dei e le loro storie vennero intrecciate a quelle delle divinità che già veneravano.

L'arte azteca in ogni sua manifestazione appare legata, più che a esigenze estetiche, a motivazioni religiose. La scultura, di aspetto monumentale anche  quando è di piccole dimensioni, tende a effetti drammatici nella rappresentazione delle divinità, mentre i rilievi zoomorfi e le figure umane sono resi con  acuto realismo. Numerosi gli oggetti legati al rito del sacrificio umano, come urne cinerarie e coltelli in ossidiana; vastissima anche la produzione di  oreficeria, quasi scomparsa con la conquista spagnola. 


Le piramidi azteche di Teotihuacan sono le più belle e le più imponenti del mondo. Innanzitutto perchè sono luoghi di culto diversi dalle piramidi d'Egitto:  non sono dei mausolei ma dei luoghi in cui venivano celebrati riti e sacrifici cui assistevano folle di adoratori. Gli Aztechi avevano creato questo  incredibile luogo di culto, in cui sono presenti decine di piccole piramidi e soprattutto le due grandissime piramidi del sole e della luna, così' imponenti  da riempire completamente l'orizzonte. Si sale in cima alle piramidi attraverso quattro scalinate, posizionate agli spigoli, orientati verso i punti  cardinali. 

La vita dell'individuo e della società degli Aztechi era basata sulla religione.

Gli Aztechi erano politeisti.  

Molto importante era il Dio Quetzalcoatl, leggendario re Tolteco considerato padre della civiltà e colui che aveva introdotto numerose innovazioni sociali.
Secondo la leggenda Quetzalcoatl sarebbe migrato dalla Mesoamerica a bordo di una nave con la promessa di tornare a guidare i popoli della zona dopo un certo lasso di tempo. Quetzalcoatl era raffigurato con la barba che gli copriva il volto, cosa questa alquanto strana per i popoli della zona che in genere erano completamente glabri sul viso e con la pelle bianca, cosa questa che secondo molti storici avrebbe indotto Motecuhzoma II a pensare che Hernán Cortés fosse il Dio al suo ritorno in patria e a non attaccare subito i conquistadores. Secondo la Mitologia azteca Quetzalcoatl era contrario ai sacrifici umani e durante le feste in suo onore non avvenivano sacrifici umani. Spesso Quetzalcoatl veniva messo in contrapposizione con il Dio Tezcatlipoca che rappresentava il suo gemello e il suo opposto.
Il dio nazionale degli Aztechi era Huitzilopochtli, nome che significa letteralmente "colibrì del Sud", che era dio della guerra e del sole. Originariamente di poca importanza nella cultura nahuatl, con il passare del tempo divenne sempre più importante, fino a diventare la divinità principale della religione Azteca. In suo nome venivano celebrati sacrifici umani e feste soprattutto nel mese di Panquetzaliztli (dal 7 al 26 dicembre).

 Ma è la figura del dio Quetzalcoatl che suscita notevole attenzione e curiosità da parte studiosi e ricercatori.
Secondo le diverse leggende, che variavano a seconda della località e della tribù in cui veniva adorato, Quetzalcoatl avrebbe donato il grano agli indios, insegnato ad usare il fuoco e fornito le basi di tutte le loro conoscenze. Quando andò via, scomparendo in mare, (anche se alcune tribù parlano che spar in cielo), promise di far ritorno per governare quelle terre.

Quetzalcoatl, il serpente piumato, era il dio della civiltà e della tolleranza, costretto all'esilio da Tezcatlipoca, ma destinato a tornare dall'Est.
E nello straniero bianco di pelle e dalla lunga barba che si chiamava Cortés l'imperatore Montezuma credette, inizialmente di riconoscere proprio il divino Quetzalcoatl consegnandogli il proprio impero.
Quetzalcoat era stato un grande benefattore che molto tempo prima, per colpa del dio della guerra, era stato costretto ad andarsene e a lasciare la terra agli Aztechi. Con un gruppo di seguaci se ne era andato nello Yucatan, per poi spostarsi ancora più a oriente; aveva promesso, però, che sarebbe tornato nel giorno dell’anniversario della sua nascita, nel cosiddetto “anno del ritorno” (che secondo il calendario ciclico azteco si ripete ogni 52 anni). Per il calendario cristiano gli anni possibili erano il 1363, il 1415, il 1467 e il 1519, proprio l’anno in cui Cortès era apparso da est ai confini del territorio azteco. Munito di barba ed elmetto come Quetzalcoatl (secondo alcuni anche il dio era di pelle chiara), sembrava proprio che Cortès fosse il compimento delle loro profezie.
Questo Dio creò dapprima il cielo e la terra; poi, con dell’argilla, diede forma a un uomo e una donna, ma questi non durarono a lungo. Dopo molti tentativi, una coppia di esseri umani venne creata con cenere e metallo, e da essa ebbe inizio il popolamento del mondo. A un certo punto, però, tutto venne distrutto da un immane diluvio, che travolse per un anno e un giorno tutto e tutti a eccezione di un sacerdote (Nene) e di sua moglie (Tata), i quali, portando con sé semi di piante e animali, trovarono scampo a bordo di un’imbarcazione. Come non trovare in queste tradizioni precolombiane un parallelo con l’Antico Testamento e i miti sumerici?
Come molti popoli di quel tempo e di quelle terre gli aztechi credevano che vi fu un tempo antico in cui gli dei scesero dalle stelle per creare ed insegnare agli uomini.
Molte leggende locali infatti parlavano di Quetzalcoatl, il dio che anticamente insegnò ai loro antenati i rudimenti della civiltà (scrittura, semina, riti) e che quando andò via che un giorno sarebbe tornato. E Quetzalcoatl doveva somigliare davvero agli uomini di Cortés: era barbuto, aveva la pelle bianca ed era rivestito da un’armatura brillante color argento
Numerosi sono stati gli studiosi che approfondendo alcune di queste leggende sulla creazione hanno travato un nesso con alcune teorie ufologiche in primis quella degli antichi astronauti.
È un dato statistico che i testimoni di incontri ravvicinati con alieni (siano essi Grigi, Nordici o EBE) nel 50% dei casi affermano che gli extraterrestri indossavano una tuta argentea simile a metallo leggero. 
Era questo il vero aspetto di Quetzalcoatl?



fonti:


Nessun commento:

Vota questo articolo