mercoledì 10 agosto 2011

Una marcia in più: LA SUPERCOMPENSAZIONE



A cura di Francesca Fanolla


Accade un po' a tutti, nella vita di sportivi, agonisti o semplici praticanti, di "strafare' con l'allenamento e l'attività fisica, vuoi per quello stato di quasi dipendenza che la pratica sportiva dà, soprattutto se vissuta con passione, vuoi per il timore (e spesso terrore) di "perdere i risultati ottenuti e con essi forza, muscoli, resistenza ecc.'. Si cade così in quella che tutti conoscono comesindrome da sovrallenamento (stanchezza cronica, difficoltà a prendere sonno, inappetenza e soprattutto progressi inesistenti dagli allenamenti). Si tratta, in sostanza, di una fase in cui l'organismo, con una reazione di autodifesa dall'attacco stressante e continuo dell'allenamento, si rifiuta letteralmente di reagire e progredire. Tale sofferenza viene espressa attraverso segnali palesi, come quelli accennati, di uno stato di sofferenza generale.
Non tutti sanno quanto sia importante il riposo tra le singole sedute di allenamento, tra i microcicli, i mesocicli e i macrocicli.
Così il riposo a volte, viene relegato a momenti in cui è forzato e non voluto, come le vacanze di Natale, la pausa estiva ecc...
Ma perché è così importante il riposo? La risposta è nella SUPERCOMPENSAZIONE.
Questo termine nasconde dei processi biochimici e fisiologici fondamentali per il mantenimento del benessere organico e per qualsiasi progresso in termini di allenamento.
La supercompensazione infatti è un processo di reazioni fisiologiche all'allenamento o ad un periodo allenante, che ha come risultato finale il raggiungimento di un potenziale fisico, in termini di forza e rendimento, superiore rispetto a quello che si aveva prima dell'allenamento o del periodo allenante. Ciò, quindi, permette di affrontare i nuovi allenamenti con "armi più forti'.
Ecco come funziona.
Durante e dopo l'allenamento il corpo umano raggiunge un certo livello di affaticamento, causato dalla deplezione delle scorte energetiche, dall'acido lattico accumulato e da uno stress psicologico non indifferente. In queste condizioni si ha un'alterazione dell'omeostasi, e cioè di quella condizione di equilibrio in cui il corpo si trova in situazione di riposo.
Ciò determina la comparsa della fatica e la riduzione della capacità funzionale fisica ad allenarsi.
SupercompensazioneDopo ogni sessione di allenamento e durante il riposo, si verifica una compensazione (rappresentabile in un grafico con una curva ) durante la quale le riserve energetiche e le potenzialità neuro-muscolari vengono ripristinate e la curva, precedentemente scesa sotto il livello normale, comincia a risalire verso la condizione di omeostasi. Questo fenomeno necessita di un numero di ore dipendente da vari fattori come intensità, volume e durata dell'allenamento.......







continua......




fonte: my-personaltrainer.it

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