mercoledì 3 agosto 2011

A proposito degli alieni.... di Francesco Toscano ed Enrico Messina. Prima Edizione 2011. Capitolo I°. Gli extraterrestri nella storia dell'umanità parte prima





Una pittura rupestre rinvenuta in una grotta in Val Camonica, raffigurante possibili creature aliene viste dagli occhi di uomini primitivi. (Fonte: dalla rete)



A proposito degli alieni..... di Francesco Toscano ed Enrico Messina

Se l’Universo brulica di alieni….. dove sono?
Enrico Fermi

PARTE PRIMA

CAPITOLO 1
Non siamo soli




Un monile riproducente un oggetto volante dell'antichità. Di particolare rilievo l'ala a delta. L'ala a delta è un tipo di ala utilizzata su velivoli che possono volare a velocità supersonica. Deve il suo nome alla particolare forma in pianta, pressoché triangolare, che richiama quella della lettera maiuscola greca delta.

Alieno:  diverso,estraneo, fuori di un determinato contesto. Essere dotato di intelligenza provenente da altro pianeta. Extraterrestre che abita altri mondi



Nell'Universo oggi conosciuto si stima che esistano 600 milioni di miliardi di civiltà tecnologiche.
Il telescopio più grande del mondo si trova in California, sul monte Palomar, a 1800 m di altezza. Per trasportare il suo gigantesco specchio parabolico, del diametro di 5 metri, si è dovuto costruire una strada lunga 75 km.
Il telescopio può scrutare nello spazio ad una profondità di 4 miliardi di anni luce, come a dire che esso riesce a fotografare la luce di stelle distanti da noi 36 miliardi di miliardi di km. Quindi l'astronomo che usa questo potente telescopio non fa altro che osservare il passato del nostro Universo.
Lo stato del nostro attuale Universo lo potranno osservare i nostri discendenti fra qualche milione di anni. Osservando il cielo di notte, lontano dai centri abitati, in aperta campagna, l'osservatore che scruta la volta celeste avrà modo di notare che su di essa sono incastonate miliardi di stelle. Se si considera che per ognuna di quelle stelle osservate vi sono i rispettivi sistemi solari, formati da pianeti, da lune, e da altri corpi celesti più piccoli, possiamo affermare che quell'osservatore in quel preciso istante sta osservando miliardi di sistemi solari e quindi miliardi di pianeti.
Se poi consideriamo che nell'Universo vi sono circa cento miliardi di galassie, e che ognuna di esse contiene in media cento miliardi di stelle, moltiplicando il numero di galassie per il numero di stelle otteniamo un numero enorme di stelle.

Tenendo conto che, nell’universo oggi conosciuto vi sono circa 100 miliardi di galassie, vi è la possibilità che circa 600 milioni di queste si abitate da civilità aliene.



La Via Lattea dell'emisfero boreale; si distingue l'asterismo del Triangolo Estivo. Ben visibile la Fenditura del Cigno, una lunga fascia scura che divide la scia chiara della Via Lattea in senso longitudinale. (Fonte: it.wikipedia.org)

Consideriamo la nostra galassia, quella che noi tutti chiamiamo comunemente Via Lattea: solo in essa vi sono cento mila milioni di stelle; se volessimo contarle tutte, al ritmo di una al secondo, impiegheremmo quasi duemila e cinquecento anni. Oggi è accertato che almeno cinquanta milioni di queste stelle potrebbero essere circondati da pianeti su cui è possibile una vita evoluta. Solo una grossa presunzione, o una ignota paura potrebbe farci affermare che noi siamo soli nell'Universo.

Il professore Hermann Oberth, padre del volo spaziale, ha dichiarato: "Ritengo possibile che esseri intelligenti di altri mondi abbiano visitato la nostra terra nei tempi passati. Gli scienziati hanno sempre un atteggiamento scettico di fronte alle nuove idee. Anche quando fu inventata la ferrovia gli scienziati credevano che l'uomo non potesse sopravvivere a velocità superiori a trenta chilometri orari."

Lo scienziato Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun, una delle figure principali nello sviluppo della missilistica in Germania e negli Stati Uniti, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale americano, ha dichiarato: “Ritengo probabile che nell'immensità dell'Universo esistano non soltanto forme di vita vegetali ed animali, ma anche esseri intelligenti; anzi ne sono convinto."




Gli alieni nella storia dell’uomo


Fin dai tempi più remoti della storia dell'uomo i nostri simili hanno avuto l'esigenza di raccogliere e tramandare ai posteri in alcuni antichi testi, dipinti, graffiti rupestri, testimonianze di fatti ed eventi strabilianti che non seppero spiegare con le conoscenze del loro tempo, ed afferenti fenomeni aerei e/o celesti a dir poco inquietanti, i quali ci fanno seriamente dubitare di essere soli nel silenzio dell’Universo e corroborano sempre di più la tesi sostenuta dai teorici degli antichi astronauti. Seguendo la nostra personalissima “linea del tempo”, al fine di suffragare la tesi sostenuta dai teorici della cosiddetta ipotesi extraterrestre, secondo la quale all'origine della civiltà umana vi sarebbe un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di "dei venuti dal cielo", proviamo a ricostruire i presunti avvistamenti di  U.F.O. (Unidentified Flying Objects - Oggetti volanti non identificati)  nel corso della storia dell’umanità, avvistamenti[1] che oggi


[1]    Un incontro ravvicinato  (abbr. CE dall'inglese Close Encounter) in ufologia è un evento nel quale una persona testimonia di essere venuta in contatto con un oggetto volante non identificato (UFO). La terminologia e il sistema di classificazione degli avvistamenti di UFO furono inaugurati dall'astrofisico e ricercatore ufologico J. Allen Hynek, che li suggerì per la prima volta nel suo libro del 1972 The UFO Experience: A Scientific Inquiry.  Hynek introdusse i primi tre tipi di incontro; in seguito furono aggiunti da altri due ulteriori sottotipi di incontri ravvicinati, ma queste categorie aggiuntive non sono universalmente accettate dai ricercatori sugli UFO. Gli avvistamenti ad oltre 160 metri (500 piedi) di distanza dal testimone sono classificati come "dischi alla luce del giorno" ("Daylight Discs"), "luci notturne" o "resoconti radar/visivi". Gli avvistamenti entro i 500 piedi all'incirca sono sotto-classificati sotto vari tipi di "incontro ravvicinato".  Hynek e altri  hanno sostenuto che per essere tale un incontro ravvicinato deve avvenire entro circa 500 piedi, per ridurre notevolmente o eliminare la possibilità di identificare erroneamente degli aeromobili convenzionali o altri fenomeni noti. La classificazione di Hynek divenne popolare grazie al film Incontri ravvicinati del terzo tipo.
[1]     Avvistamento di uno o più oggetti volanti non identificati: Dischi volanti diurni; luci vaganti notturne; oggetti aerei che non siano attribuibili alla tecnologia umana.
[1]     Una osservazione di un UFO e fenomeni fisici provenienti dall'UFO, che comprendono:
ñ                 Danneggiamento del terreno;
ñ                 Animali spaventati;
ñ                 Interferenza  con motori o ricezione radio-televisiva;
ñ                 "Perdita temporale" (Lost Time): una falla nella  memoria  di una persona associata ad un incontro di UFO. Tale ipotetico fenomeno non è compreso nello schema originale della classificazione di Hynek.

[1] Una osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO.
Ciò che Hynek denominò "esseri animati" ("animate beings") fu da lui scelto deliberatamente con quel termine in qualche modo vago di "animate beings" per descrivere entità associate con gli UFO senza fare alcuna presunzione infondata riguardo all'origine o alla natura delle entità. Hynek non guardava a queste entità necessariamente come " extraterrestri " o "alieni". Inoltre Hynek espresse in seguito sconforto per questi resoconti, ma sentiva un obbligo scientifico di includerli, in fin dei conti perché essi rappresentavano una ridotta minoranza dei presunti incontri con gli UFO.

             

Sottotipi di Bloecher

Il ricercatore ufologico Ted Bloecher ha proposto sette sottotipi per gli incontri ravvicinati del terzo tipo nella scala di Hynek:
A: Un'entità viene osservata unicamente all'interno dell'UFO;
B: Un'entità viene osservata all'interno e all'esterno dell'UFO;
C: Un'entità viene osservata nei pressi dell'UFO, senza che entri o esca
D: Un'entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO; dall'osservatore, ma contemporaneamente è stata riferita un'attività di UFO nell'area;
E: Un'entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO dall'osservatore e non viene riferita un'attività di UFO nell'area nello stesso tempo;
F: Non viene osservata alcuna entità o UFO, ma il soggetto sperimenta qualche tipo di "comunicazione intelligente";
G: Rapimento (lo stesso che nell'incontro ravvicinato del quarto tipo).I sottotipi D, E, ed F possono essere non correlati con il fenomeno UFO.
[1]     Un essere umano viene rapito da un UFO o dai suoi occupanti.


in cui si manifestò l'evento inconsueto, (che non riuscivano a comprendere e a spiegarsi  che cosa stesse succedendo nel cielo osservato), che Dio si fosse adirato con loro e fosse pronto a punirli.


Nella storia fenicia di Sanconiatone da Berite, viene menzionato un aeromobile di forma allungata e stretta (serpente) con le eliche.

Popoli antichi abbastanza evoluti come gli egiziani, i greci ed i romani annotavano meticolosamente tutti gli eventi che accadevano e fra questi ci sono molte cronache riguardanti veri e propri avvistamenti di UFO, prevalentemente di forma sigariforme, sferica o discoidale, descritte come colonne di fuoco, nuvole luminose, sfere infuocate e così via, che sorvolavano e compivano manovre su antiche città.

La cosa più interessante è che anche molti storici famosissimi dell'antichità riportano tali avvistamenti. Il primo presunto avvistamento di UFO risale al 45.000 a.C. in Cina: incisioni rupestri di UFO - come oggetti rotondi -  sono stati trovati in provincia di Hunan. Le raffigurazioni risalgono all'età dei Neanderthal.
Sempre in Cina assume fondamentale rilevanza la vicenda delle pietre Dropa. Risalenti al 12000 A.C.





l Dropa, il nome dato dagli uomini ai visitatori provenienti da Sirio, sono venuti giù dalle nuvole con i loro alianti. (Nella foto a sinistra una delle pietre di Dropa – fonte dalla rete). La storia della scoperta delle pietre Dropa inizia nel 1938, quando un professore cinese di archeologia ,Chi Pu Tei,si mise ad esplorare un sistema di caverne nelle montagne di Bayan-Kara- Ula,vicini al confine cinese tibetano. La storia dice che in quelle caverne, Chi trovò delle file di piccoli scheletri con teste di dimensioni superiori alla norma. Accanto ai corpi si trovavano ben 716 dischi di pietra, ognuno con strani segni e solchi incisi. I dischi furono portati a Beijing e non furono più mostrati fino al 1950. Il Dottor Tsum Um Nuoi trovò i dischi e iniziò a studiarli, scoprendo che i disegni erano una forma sconosciuta di scrittura geroglifica. Decifrando i simboli dichiarò che essi narravano di una razza aliena, conosciuta come Dropa, ed alcuni rappresentanti di questa razza ebbero un incidente con la loro astronave sulla Terra 12000 anni fa. Ovviamente il professore ebbe dei problemi a pubblicare le sue scoperete e decise di emigrare in Giappone. La prima volta che si udì fuori dalla Cina dei dischi Dropa, fu nei primi anni '60 quando un periodico russo chiamato Sputnik rese pubblica la storia. Ma con l'avvento della rivoluzione culturale cinese, viaggiare nel paese divenne difficile e la storia dei dischi Dropa venne presto dimenticata. Ed anche il punto preciso dell'ubicazione delle caverne fu perduto. Fu comunque scoperto che esisteva una leggenda orale dalla regione di Bayan-Kara-Ula di piccole persone che erano cadute dal cielo. Le leggende dicono che i Dropa provenivano dalla stella Sirio.

Ma altri esempi casi simili si possono ritrovare in alter parti del mondo: 


al prossimo post








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