martedì 24 gennaio 2012

Il Jeet kune do e la difesa personale
















Il Jeet Kune Do: l’arte difesa personale


Le parole Jeet Kune Do significano: Jeet - "intercettare”- Kune - "pugno" - Do "via" quindi : "Via per intercettare il pugno".


La figura che simboleggia il JKD è il Tao


Nella filosofia taoista tradizionale cinese, il Tao ha come funzione fondamentale quella di rappresentare l'universo. Quest'ultimo all'inizio del tempo era in un stato chiamato Wu Chi ( = assenza di differenziazioni/assenza di polarità). A un certo punto si formarono due polarità di segno diverso che rappresentano i principi fondamentali dell'universo:La filosofia del Tao (Taoismo) e' stata espressa principalmente attraverso gli scritti di Lao Tzu nel suo libro, il Tao Te ching, (il libro della via).
  • § Yang il principio positivo, maschile, rappresentato in bianco.
  • § Yin il principio negativo, femminile, rappresentato in nero.
Per descrivere il Tao, si può usare la seguente analogia: immagina una persona che cammina su una strada, portando sulle spalle un fusto di bambù. Alle due estremità del bambù, sono appesi due secchi. I due secchi rappresentano lo yin e lo yang. Il bambù rappresenta il Tai Chi, l'entità che separa lo yin dallo yang. La strada è il Tao.
Il Tao può essere interpretato come una "risonanza" che risiede nello spazio vuoto lasciato dagli oggetti solidi. Allo stesso tempo, esso scorre attraverso gli oggetti dando loro le caratteristiche. Nel Tao Te Ching si dice che il Tao nutre tutte le cose, che crea una trama nel caos. La caratteristica propria di questa trama è una condizione di inappagabile desiderio, per cui i filosofi taoisti associano il Tao al cambiamento; le rappresentazioni artistiche che tentano di rappresentare il Tao sono caratterizzate da flussi.
Il JKD esprime ciò che è rappresentato nel Tao cioè lo yin e lo yang; 2 forze complementari e interdipendenti, che agiscono fra loro senza fermarsi mai.. Se questa unione fra le 2 forze e' vista come un insieme di due entita' separate non si raggiunge la realta' ultima del JKD: per esempio, se si vuole fare la tecnica dei pugni a catena tipico del JKD, nel movimento delle braccia si deve estenderne uno mentre colpisce e ritrarre l’altro dopo aver colpito, come un ciclo continuo. : il movimento richiede questa unione. Quella di estendere e di ritrarre. Nel simbolo Yin e Yang c'e' un punto bianco nella parte nera, e un punto nero nella parte bianca, questo indica l'equilibrio nella nostra vita'. Cosi' chi pratica JKD dovrebbe avere un equilibrio tra la flessibilita', e la durezza alternandole: Bruce Lee fondatore di questa sublime arte di difesa personale fece un perfetto parallelissmo fra le lo ying e lo yang e le tecniche di combattimento del jkd. In entrambi i casi ci devono essere armonia ed equilibrio

“Non usare nessun metodo in quanto metodo:” “non avere nessuna limitazione in quanto limitazione”




LE ORIGINI:
Da quando, nel 1953 all'età di 14 anni Bruce Lee iniziò a praticare il Wing-Chun dal maestro Yip man, si rivelò particolarmente dotato nelle arti marziali. Nel 1959 dopo essersi trasferito a San Francisco, Bruce Lee iniziò ad interessarsi anche di altre arti marziali, oltre al wing chun. lesse numerosi libri e studiò diversi modi di combattere, focalizzando il proprio interesse soprattutto sulla boxe.


Andando controcorrente, Lee preferì, quindi, appoggiarsi anche al sport dicombattimento occidentali, nonostante provenisse da un insegnamento orientale. Avendo imparato uno stile di combattimento che sfruttava i colpi da breve o brevissima distanza, Lee risultava evidentemente impreparato nel combattimento dalla distanza lunga e media, e poiché il Wing Chun non prevede combattimenti a lunga distanza, si sarebbe trovato spiazzato contro un avversario che combatte a distanza; di conseguenza approfondì anche quest'ambito del combattimento.Pensava che un buon artista marziale dovesse essere completo: era, quindi, indispensabile saper tirare calci da lontano e da vicino, pugni alti e bassi; Lee approfondì anche le sue conoscenze scientifiche: kinesiologia, fisiologia, dietistica, ecc


« Per cogliere l'essenza delle arti marziali occorrono intelligenza, lavoro assiduo e perfetta padronanza delle tec­niche. Per dominare un'arte marziale non sono sufficienti un allenamento intensivo e l'uso della forza. È necessario «capire», e presupposto della comprensione è lo studio del­lo sviluppo del movimento naturale in tutti gli esseri viven­ti. Ma è utile anche osservare gli altri, i modi e la rapidità con cui agiscono e i loro lati deboli. Anzi, proprio la conoscenza di questi elementi ci consente di battere i nostri avversari. »


« Alcune arti marziali sono molto popolari perché sono belle da vedere, caratterizzate da tecniche fluenti, scorrevoli. Ma attenzione! Sono come un vino che è stato annacquato. E il vino annacquato non è vero vino, non è un vino buono, un prodotto genuino. Altre fanno meno figura, però - come sai - hanno un non-so-che, un tocco di autenticità, il sapore della genui­nità. Sono come le olive. lì loro sapore può essere aspro, dolce-amaro. Ma l'aroma persiste. E impari ad apprezzarle. Mentre nessuno ha mai apprezzato un vino annacquato. »
Le origini di quello che Bruce Lee chiamava Jeet Kune Do, si hanno ufficialmente nel 1965, quando Bruce Lee insegnava wing chun nella sua palestra ad Oakland (California).
Inizialmente chiamò l'arte marziale che stava elaborando, Jun Fan Gung Fu cioè il kung fu di Jun Fan (il nome cinese di Bruce Lee). Il continuo processo di evoluzione del JKD culminò quando nel 1970, a seguito di un incidente, costretto a letto, Lee iniziò un'intensa attività di elaborazione filosofica e metodologica. A seguito di ciò si completò la sua filosofia/metodo di stile senza stile, nessun metodo come metodo.



Cosa è il JKD:


Al contrario di molte credenze popolari, il JKD non è affatto un'unione di più arti marziali o di singole tecniche prese da vari stili e assemblate tra loro, o di uno stile rigido. Alcuni lo ritengono uno stile, altri un metodo, altri una filosofia marziale. In realtà, come sosteneva lo stesso Bruce Lee, il JKD non è altro che "un tipo di arte marziale cinese semplificato ed aggiornato che esclude la distinzione in scuole": il JKD consiglia, non impone nulla. Possiamo però definire il Jeet Kune Do secondo la celebre frase "Usa il non metodo come metodo, avendo nessun limite come limite": il Jeet Kune Do infatti non è una vera e propria arte marziale, ma un concetto, il concetto di semplicità, di efficacia e di economia delle energie:


“un bravo combattente non è colui che ricorda a memoria determinate tecniche o movimenti, ma è colui che riesce sempre e comunque ad essere efficace, non importa che metodo usi, l'importante è ottenere il risultato prestabilito risparmiando più energia possibile.”


Il Jeet Kune Do favorisce la non forma, (ciò che non ha una forma), per poter adottare tutte le forme, e non avendo un suo stile specifico può adottare tutti gli stili. Il JKD si serve di tutti i metodi e non è condizionato da nessuno di essi, si serve di tutte le tecniche (o mezzi) che sono utili al suo corpo.


“ Affronta il JKD con l'idea di dominare la volontà. Non penare di vincere o perdere, dimentica l'orgoglio e la sofferenza. Se il tuo avversario ti scalfisce la pelle, maciullagli la carne e fratturagli le ossa; se ti spezza le ossa togligli la vita. Non pensare a salvarti, poni la tua vita ai suoi piedi. Pensare all'esito del combattimento è un grosso errore; non pensare a come finirà, se con la vittoria o con la sconfitta. Lascia che la natura segua il suo corso e i tuoi strumenti colpiranno al momento giusto. Il JKD ci insegna a non guardare indietro. Una volta stabilita la rotta, non voltarti più. Per esso vita e morte sono la stessa cosa.”
Il Jeet Kune Do rifugge dal superficiale, penetra nel complesso, va al cuore del problema e ne individua i fattori chiave.

Il Jeet Kune Do non gira attorno alle cose, non prende strade secondarie, va diritto allo scopo. La distanza più breve tra due punti è la semplicità. L'arte del JKD consiste nel semplificare. E' essere se stessi, è la realtà nella sua essenza; ed essenza significa libertà nel vero senso del termine; non lasciarti condizionare da vincoli, limitazioni, parzializzazioni, complessità. Il JKD è illuminazione. E' uno stile di vita, significa possedere forza di volontà e controllo delle volontà, però deve essere illuminato dall'intuito. Mentre durante l'allenamento l'allievo deve essere attivo e più dinamico possibile, durante l'incontro esso dev'essere calmo e imperturbabile, deve sentirsi come se non si stesse svolgendo un evento drammatico. Deve comportarsi in modo normale, la sua espressione non deve cambiare, nulla deve rivelare che è impegnato in una lotta mortale. Gli strumenti, sue armi naturali, hanno il duplice scopo:

  • 1) di distruggere l'avversario, annientamento di tutto ciò che ostacola la pace, la giustizia e l'umanità;
  • 2) di distruggere i tuoi impulsi dettati dall'istinto di autoconservazione, di distruggere tutto ciò che turba il tuo spirito; non di danneggiare l'avversario, ma di vincere la tua ansia, la tua collera a la tua follia. Il JKD si rivolge contro se stessi.
Pugni e calci sono mezzi per uccidere l'ego. Rappresentano la forza dell'immediatezza intuitiva e istintiva, la quale - a differenza dell'intelletto e dell'io complesso - è monolitica e quindi perfetta. I pugni e i calci seguono la via diretta. Quando l'atleta ha il cuore puro e la mente libera i suoi strumenti partecipano in queste qualità e svolgono la loro funzione con la massima libertà. Gli strumenti sono i simboli dello spirito invisibile che governa la mente, il tronco e gli arti.Bruce Lee poneva l’acqua come elemento da cui prendere spunto, diceva sempre nelle sue interviste: sii come l’acqua!!! Perché? Spero che questo breve filmato possa aiutarvi:







Principi del JKD:
  • 1. Rigorosa economia strutturale nell'attacco e nella difesa (attacco: arti avanzati vivi/difesa: mani che trafiggono).
  • 2. Armi versatili, calci e pugni sferrati "con arte senza arte", senza attenersi ai metodi, per evitare paralisi di pensiero e di movimento
  • 3. Ritmo spezzato, mezzo ritmo e ritmo intero o ritmo di trequarti (ritmo del JKD nell'attacco e nel contrattacco)
  • 4. Allenamento coi pesi, allenamento scientifico supplementare e messa a punto completa
  • 5. Movimenti diretti, il "movimento diretto del JKD" in attacchi e contrattacchi sferrati dalla posizione in cui si é(senza modificarla)
  • 6. Tronco mobile e lavoro di gambe disinvolto
  • 7. Materia morbida e tattiche di attacco imprevedibili
  • 8. Corpo a corpo spietato:
  • abbattimento con astuzia

  • atterramento

  • presa stretta

  • immobilizzazione
  • 9. Irrobustimento dell'intero organismo (allenamento totale e allenamento mediante contatto, su bersagli mobili)
  • 10. "Armi" potenti rese aguzze dal continuo "affilamento"
  • 11. Espressione individuale e non produzione di ma sa, vitalità non morta applicazione di regole classiche(comunicazione vera)
  • 12. Oltre ai movimenti fisici, cura la 'continuità dell'io che si esprime'
  • 13. To fa lì fa, non frammentarietà strutturale
  • 14. Rilassamento e insieme potente penetrazione. Ma un rilassamento ricco di elasticità, di scatto, non un corpo fisicamente rilassato. E versatilità mentale (interiore)
  • 15. Flusso ininterrotto (movimenti rettilinei e curvi-in alto e in basso, verso destra e verso sinistra, passi laterali, oscillazione verticale e circolare del buste, movimenti circolari con le mani)
  • 16. Atteggiamento ben bilanciato durante il movimento, costantemente. Continuità fra massima tensione e massimo rilassamento.
Se non avete ancora un quadro chiaro sul JKD spero che questi 2 video possano togliervi qualche dubbio...






Jeet kune do originale? A voi la scelta………..
Molte scuole di JKD nacquero a seguito della morte del suo creatore, alcune originate direttamente dai suoi allievi, uno di questi Dan Inosanto con il (concepts), altre di seconda generazione, diverse senza nessun legame e infine, altre che usano il nome JKD solo per pubblicizzare il proprio stile.
Le due principali scuole in quest'ambito sono: Jeet Kune Do Original e Jeet Kune Do Concepts
Nel Jeet Kune Do Concepts si punta sulla continua evoluzione del JKD come stile, subendo numerose influenze da i vari stili di combattimento e le varie evoluzione che ne indicano.
Nel Jeet Kune Do Original o Jun Fan Jeet Kune Do si studia solo ciò che Bruce Lee aveva elaborato cercando di tramandarlo il più fedelmente possibile.


A voi una riflessione:
Berreste del vino annacquato?????

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