mercoledì 29 giugno 2011

GENESI Di Corrado Malanga prima parte



Prefazione

In questo articolo costruiamo un collegamento forte tra la realtà delle esperienze di adduzione ed il mondo del mito. In particolare reinterpretiamo la Kabbalha ebraica utilizzando il fenomeno delle adduzioni che ne rappresentano una moderna chiave di lettura, abbattendo tutti i veli che ancora non erano stati chiariti dagli studi di Luouria. Prima di leggere questo articolo si consiglia di leggere Alieni e Demoni e gli articoli: “La fisica delle abduction”, “Il tempo e la sua percezione”, “Simulazioni Mentali” per garantire al lettore una migliore comprensione di quei concetti che qui non vengono ripresi.

Introduzione.

E’ giunto il momento di fare chiarezza sulla genesi dell’intero Universo. Negli articoli precedenti, che descrivevano il risultato delle nostre ricerche sul problema delle adduzioni e delle interferenze aliene sul nostro pianeta, nell’ambito delle tecniche da noi usate, per sviscerare certe problematiche, avevamo formulato una idea del cosmo, degli alieni, della posizione dei creatori eccetera. Oggi siamo in grado di fornire una più dettagliata immagine della mappa del territorio. I dati ottenuti sono stati rilevati utilizzando sia la tecnica della ipnosi, con la quale si mette in contatto la parte animica dei nostri addotti con il conscio, sia con i sistemi di simulazione mentale (simbad e flash simulation, di cui parleremo nel prossimo articolo). I sistemi di simulazione mentale da noi adottati, non prevedono la presenza del simulatore esterno ma possono essere anche autoindotti. Ma questo sarà l’argomento del prossimo nostro lavoro. In questa sede basti sapere che abbiamo cercato di utilizzare addotti usciti dal fenomeno adduttivo come remote viewer, se così si può dire. Le loro capacità in questa ottica, si sono rivelate estremamente interessanti e ci hanno fornito ottimi spunti per tentare di formulare un organigramma della intera creazione umana. Ma la sorpresa finale sarà incredibile anche per noi. Ma andiamo con ordine. In parole povere si chiede alla parte animica, che viene estrusa dal contesto della triade, di descrivere alcuni eventi della situazione passata, dell’evoluzione, dei fatti sul nostro pianeta. Tali dichiarazioni non sono state sempre richieste ma sono, a volte, scaturite spontaneamente da soggetti sia in nostra presenza che in nostra assenza. I soggetti presi in considerazione in una prima fase della sperimentazione non sono stati messi in contatto tra loro e solo dopo, si è permesso che le loro dichiarazioni fossero messe a confronto diretto. L’organigramma in 3D che vi proponiamo è dunque la rappresentazione della creazione dell’Universo, così come ci è stata descritta dalle parti animiche. In questo organigramma abbiamo apportato una importante correzione rispetto alle precedenti ipotesi che riguarda la posizione della figura dell’Uomo Primo (Up).Per Up si intende, in questa sede, l’espressione della creazione del primo uomo da parte del primo Creatore, uno dei due creatori prodotto dalla Coscienza iniziale. In molti, in questi ultimi tempi, ci hanno chiesto di chiarire la posizione di questo personaggio che a noi appariva, all’inizio della nostra indagine, un po’ come il nostro buon padre e creatore e che si rivelerà invece un personaggio decisamente poco raccomandabile. Ma andiamo con ordine e analizziamo ciò che accade dall’inizio dal momento in cui la creazione si sveglia.

Il quadro generale

Abbiamo preparato, per descrivere l’intero universo, un quadro generale che alleghiamo qui di seguito e che ci servirà come traccia, come percorso, attimo per attimo, da confrontare con la nostra descrizione scritta degli eventi. Questo quadro rappresenterebbe l’intera descrizione dell’universo come lo conosciamo oggi attraverso le dichiarazioni delle parti animiche da noi interrogate.

La Coscienza ed il libero arbitrio

Partiamo dall’alto ed analizziamo l'essenza della Coscienza, che noi abbiamo descritto come una fonte luminosa, nel nostro organigramma. La coscienza esiste da sempre perché è eterna. Ma un giorno (simbolismo temporale che non ha senso: dovremmo dire “un istante percettivo”: N.d.A.) essa si sveglia e si accende. Prende, in quell’istante, coscienza di sè (di essere, di esistere) ma non sa come è fatta(non è conoscenza di sé). L’unico modo per sapere come è fatta sarebbe specchiarsi in uno specchio ma tale specchio ancora non esiste. E dunque la coscienza si crea uno specchio, che poi è la rappresentazione dell’universo virtuale, come lo abbiamo descritto in precedenti lavori, per guardarsi. A questo punto la coscienza decide che deve fare esperienza di sé: deve sapere oltre a vedersi dentro lo specchio, deve conoscersi, deve toccarsi, si potrebbe dire. In questo istante la coscienza emana con un suo atto di volontà, il desiderio di fare esperienza e decide di farla senza limitazioni. Il pensare questo, produce in quell’istante, l’invenzione del dualismo. IL duale è espressione fondamentale della idea della scelta. In altre parole se decido di fare esperienza decido anche che posso scegliere la mia esperienza ed in questo contesto imparo a capire che significato ha l’idea della scelta legata alla responsabilità della scelta stessa. Così nel dare la possibilità alla coscienza di acquisire consapevolezza gli si da anche la possibilità di volere non acquisirla. In parole povere la coscienza non crea un binario dove vieni messo e ti si dice di andare avanti ma crea un binario dove ti si colloca a metà strada e ti si dice vai… Vai avanti o indietro a tua scelta. Questo aspetto della creazione produce un effetto singolare. In qualsiasi punto dell’universo tu sia stato collocato puoi andare sopra o sotto, a destra o a sinistra, in alto o in basso, eccetera. Ogni cosa che puoi fare avrà un segno più (+) od un segno meno (-)e tu sceglierai cosa fare. In quell’istante nasce il libero arbitrio.

I due creatori

La coscienza è unica non duale ed eterna. Essa è, è stata, e sarà. Quello che cambia della coscienza dunque non sè e stessa ma la sua consapevolezza di essere che viene acquisita durante la sua esperienza di vita. Tale esperienza deve essere effettuata da qualcosa che in fondo è la sua immagine virtuale. Tale immagine creata dalla coscienza stessa, è ovviamente duale. Vengono così, per forza di cose, creati due creatori, ognuno che possa scegliere cosa fare. I due creatori non possono essere né tre né uno ma solo due perché l’universo è stato creato su base duale. Due creatori possono scegliere due strade differenti di evoluzione ed attraverso di loro ed attraverso le loro emanazioni, la coscienza comprenderà chi è veramente e come è fatta, perché: che essa sia, che essa esista, lo ha già capito illuminandosi (atto iniziale della creazione, atto iniziale della consapevolezza del sè).

Il primo creatore e la sua stirpe.

Abbiamo voluto indicare il primo creatore con la sigla C1 e lo abbiamo posto inconsciamente ) ideicamente ed archetipicamente, alla destra dell’osservatore. Tale primo creatore sceglie di creare a sua volta un essere perfetto attraverso il quale esso stesso possa fare esperienze. Questo essere lo identificheremo con al sigla Up(Uomo Primo).

Questo Up ha delle caratteristiche primordiali ben precise. E’ innanzitutto munito di parte animica ben collegata al prorpio sé, è quasi una emanazione del suo creatore con il quale a volte si confonde. Up dunque è stato creato subito come essere quasi perfetto dal primo creatore, è animi coè perciò immortale anche nel corpo ed è la rappresentazione di Adamo nel libro della Genesi. Si potrà notare come nella nostra ricostruzione ogni singola figura ha un suo corrispettivo nei libri antichi che narrano della storia degli Dei come nella letteratura ebraica, ma anche babilonese e perché no, sanscrita. Dobbiamo a questo punto aprire una parentesi importante per far capire come in questi libri c’è scritta la realtà delle cose. Tali testi infatti non debbono essere interpretati allalettera come testi esclusivamente storici ma come testi in cui le storie raccontate appaiono più propriamente come miti: non leggende, non storie cronologiche di eventi accaduti in certi periodi, ma miti, cioè simboli archetipici di ciò che è, esiste ed esisterà.

Mito Up crea gli alieni! Up, essere immortale, e per questo incapace di effettuare su di sé, le esperienze della morte, ha bisogno di creare altri esseri che facciano per lui l’esperienza della morte. (Up rappresenta l’Adamo che per credersi come il suo creatore crea a sua volta, facendo un peccato grave, quello della superbia. Nella tradizione ebraica questo Adamo diviene, cioè diverrà, mortale essendo che mangia dell’albero della vita e della morte e verrà cacciato dal paradiso terrestre. Questo Adamo non siamo noi e la sua cacciata ideicamente sta avvenendo ora. Bisogna ricordare che gli antichi testi sacri devono essere interpretati come i deici e simbolici cioè al di fuori di spazio e tempo, perché narrano del tutto e non del prima e del dopo come semplicemente si crede oggi. Ed ecco comparire gli alieni: tutti quelli da noi riconosciuti e chissà quanti altri che noi non conosciamo. Essi sono senza anima e dunque muoiono. Abbiamo rappresentato gli alieni nel nostro organigramma con delle figure geometriche chiuse in un parallelepipedo di cristallo che ne determina i confini dell’insieme della loro esistenza. Gli alieni vedono che il loro creatore (Up: da non confondersi con il primo creatore C1) è immortale perché è anima e progettano di divenire come lui. In questo istante gli alieni creati da Up sono creati a sua somiglianza e cioè fanno lo stesso errore che Up ha compiuto nei confronti del suo primo vero creatore C1. “Similia similibus concreantur!”In questo istante gli alieni sotto il controllo di Up, il loro creatore, cercheranno comunque di sovvertire l’ordine delle cose e di prendere il posto del loro creatore. Per ottenere questo risultato però gli alieni hanno bisogno di divenire immortali e potersi porre sullo stesso piano di Up. Gli alieni progettano di rubare la parte animica ad Up. Up in questo istante comprende che le sue creature si sono rivoltate contro di lui e si rifugia in una zona dell’universo dove gli alieni non possono entrare. L’esperienza della morte A questo punto bisogna chiarire il concetto di esperienza e capire perché la creazione ha avuto la necessità di creare due creatori ed a loro volta come vedremo essi hanno avuto la necessità di creare altri esseri. Bisogna comprendere come la coscienza sia eterna. Essa dunque ha a disposizione tutto tranne che una cosa, la morte. Bisogna dunque che la coscienza faccia su di sé l’esperienza della morte. La coscienza non capisce cosa sia iniziare e terminare perché è eterna. Demanda allora a sue due emanazioni, i due creatori, di effettuare per lei tale esperienza. I due creatori una volta che si sono resi conto di essere, si rifiutano di fare questa esperienza su di loro perché questo vorrebbe dire terminare e delegano le loro creature a fare per loro tale esperienza. In questa ottica il primo creatore (C1) crea Up con anima che essendo animico comprende come anima non abbia asse del tempo ecomprende come il segreto dell’immortalità è in anima. Anche Up si rifiuta di effettuare l’esperienza della fine di sé e cioè decide che non vuole abbandonare la sua parte animica. Esiste un solo modo per poter ottenere questo risultato: creare, a sua volta, altri esseri, gli alieni, che ospiteranno la parte animica di Up. Gli alieni moriranno ed Up si riprenderà la sua parte animica avendo fatto in modo che essa abbia effettuato la sua esperienza ma a spese di altri. Up non muore, gli alieni sono il tramite per fargli fare tale esperienza. Ma qualcosa in questo piano va storto. Gli alieni, che sono le creature di Up, si ribellano al dover essere trattati in questo modo, Up fa in modo che essi perdano la parte animica perché è troppo pericoloso che essi la tengano dentro di sé e non vogliano più ridarla al legittimo proprietario alla fine dell’esperienza. Alcuni alieni vengono privati del corpo a cui anima si attacca (i Lux), altri subiscono distruzioni e guerre ed Up che orchestra tutto dall’alto si riporta a casa le sue anime, il mito della Torre di Babele.

In questo istante le anime che hanno fatto esperienze differenti capiscono che tornare da Up vuol dire ritornare in una prigione virtuale dove lo stesso Up comanda e dove non è permesso morire e cioè fare esperienza, quell’esperienza necessaria ad anima che è stata creata per questo. Anima, non morendo il suo contenitore, non può più staccarsi da lui ed effettuare una nuova esperienza. La strategia aliena Gli alieni sono stati abbandonati dal loro creatore Up ma non demordono e mettono in atto una nuova strategia di sopravvivenza. Costruiscono l’uomo (noi).Non un uomo qualsiasi ma un uomo con un Dna in grado di rappresentare trappole per anime (ricordiamo che anima entra solo in opportuni corpi dotati di una sequenza di basi puriniche e pirimidiniche particolari determinate dal Dna, probabilmente mito condriale, della genitrice). Un Dna che emuli quello di Up. Gli alieni modificano la struttura del Neanderthal fino a creare un Chrò Magnon. Ed attendono che anima ci finisca dentro. Una volta che anima finisce in questi contenitori per anime, essi rapiranno gli uomini con anima e li utilizzeranno per tutte le cose che abbiamo descritto in precedenti lavori, in attesa di modificare il loro Dna per renderlo biocompatibile con la parte animica dell’uomo. A quel punto l’uomo verrà distrutto e la parte animica anche se “ob collo torto”, dovrà entrare per forza nei contenitori alieni resi biocompatibili con la sua presenza. A quel punto la strategia aliena prevede di bloccare questo flusso di anime dentro i loro corpi non permettendo ad anima stessa di uscire. Alla fine avremo ottenuto un alieno immortale come Up. Ma dove trovare le anime che entrano in questi contenitori? Gli alieni sanno che Up ha bisogno di far entrare le proprie anime dentro contenitori che poi muoiano, per riprendersi anima che nel frattempo ha acquisito consapevolezza della morte.Gli alieni attendono con pazienza ed Up comincia ad usare i contenitori creati dagli alieni. Nel frattempo gli alieni cominciano a rapire gli uomini con anima nel tentativo prima o poi di fregare la parte animica al suo stesso creatore Up. Nasce, si propaga, ancora una lotta per la vita e per l’immortalità tra Up e le sue creature e questa lotta passa attraverso altre creature ignare di tutto: gli uomini! Ma il diavolo fa le pentole senza coperchi.

Il secondo creatore

Il secondo creatore nel frattempo ha deciso di percorrere una via evolutiva differente ma nel fare ciò ha perso la sua parte animica che non lo ha voluto seguire. Ora noi non sappiamo come e perché ciò sia accaduto ma sta di fatto che dai racconti degli addotti possiamo evincere che il secondo creatore si sia trovato in una zona dell’universo dimensionalmente compromessa, dove anima si era rifiutata di seguirlo. Il secondo creatore si trova in un universo bidimensionale, almeno ai nostri occhi. Un universo in chiusura, come lo descrivono le memorie aliene attive degli stessi addotti, dovenon esiste, colore né corpo. Da un lato abbiamo un secondo creatore ormai senza anima e dunque senza corpo e dall’altro una parte animica in giro per questo universo senza contenitori da poter usare. Ma quando l’anima del secondo creatore vede la creazione degli alieni (gli uomini), ecco che tenta di entrare in quei contenitori che erano in parte stati preparati per ospitare l’anima derivante da Up. Per gli alieni una pacchia inattesa. Cosa abbia fatto il secondo creatore non è chiaro ma i suoi tentativi di tornare nella nostra parte di universo sono falliti perché qui ci si torna solo se sei anima altrimenti sei costretto a stare di la. Un di la che rappresenta nelle sacre scritture, l’inferno, dove il diavolo e le sue creature (i demoni) sono stati emarginati. Ed ancora una volta ci trovavamo a descrivere qualcosa che era stato descritto archetipicamente nei testi sacri di una certa cultura come per esempio quella ebraica, ma non solo.

Il secondo creatore, nello schema indicato come C2, effettua anche lui una più misera creazione e crea quegli alieni senza corpo che abbiamo molte volte descritto ed inparticolare quelli che sono confinati ad avere un corpo finto per poter interagire con lanostra realtà, utilizzando come burattinai, un burattino che è la rappresentazionedell’alieno nordico alto bianco di capelli con sei dita nelle mani, vestito di bianco, con unmedaglione al collo, caratterizzato dalla simbologia del doppio triangolo rovesciato.Altro alieno di questo tipo è quello identificato con la sigla Ra (in ricordo degli Dei Egizi a cui la sua figura si riaggancia) che usa come corpo, il corpo di un alieno che sembra un volatile molto alto, caratterizzato da un becco al posto del naso ed un lungo bargiglio sotto il mento ed anche un ipotetico terzo occhio al centro della fronte. In realtà non sappiamo a tutt’oggi cosa sia questo terzo occhio ma così ci viene descritto dagli addotti, che ricordano questo uccello antropomorfo, alto circa quattro metri (identificato da noi con il nome di Horus).Anche il secondo creatore usa le sue creature come manovalanza per riprendere la parte animica che ha perso. Questi alieni incorporei cercano di rimanere in vita usando la parte animica dei nostri addotti come descritto in altri articoli precedenti a questo. Il loro obbiettivo era costruire un corpo od utilizzarne un altro per passare da questa parte dell’universo (cosa che apparentemente si può fare solo se si possiede una terza dimensionalità). A questo punto l’alieno senza corpo che ne ha trovato uno, ne utilizza la parte animica e cerca di integrarla in se stesso. Il suo scopo finale è passare da questa parte, come dicevamo, per poi tornare alla coscienza, da dove il primo creatore deriva. Insomma anche lui vuole salvarsi in primo luogo e poi vivere e non morire fisicamente.

La posizione dell’uomo

L’essere Uomo, si trova in una situazione piuttosto complicata. Da una parte il prodotto del secondo creatore, cioè gli alieni incorporei vengono a prendere la sua parte animica nel tentativo di utilizzarla, sostenendo che quella una volta era loro e ora la rivogliono. Poi ci sono gli alieni, che sono creati dal Up, creato a sua volta dal primo creatore che vogliono addurre l’uomo per prendere da lui anima, vivere indefinitamente e dunque eliminare l’umanità per sempre. A sostenere questa posizione erano le parti animiche degli addotti che in ipnosi regressiva descrivevano questo tipo di universo. Alle dichiarazioni di anima si aggiungevano le dichiarazioni forzate degli alieni senza corpo che parassitavano i nostri addotti e che riuscivamo a far interagire. Questi pseudo demoni si manifestavano sovente in modo eclatante trasformando le nostre sedute ipnotiche in vere e proprie occasioni di esorcismo puro. Poi c’erano anche le dichiarazioni dei vari Lux, i parassiti senza corpo luminosi, che sostenevano lo stesso quadro operativo e poi c’erano le testimonianze delle MAA o memorie aliene attive che davano ancora una volta la descrizione dei pezzi mancanti a questo scenario.

Continua.....

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