martedì 21 giugno 2011

Davide Van de Sfroos - menestrello cantastorie



















E' l'undici maggio del 1965 quando Davide Bernasconi alias Van De Sfroos, all'insaputa dei suoi fans, nasce. E nasce in un luogo senza lago. Monza gli vede fare i primi passi in quella nebbia che faticherà a lasciar memoria: un po' perchè lui in tenera età, un po' perchè lei, la nebbia, è una poesia per soli adulti. 

Ha 4 anni sì e no quando i genitori decidono di trasferirsi nella minuscola località sul lago di Como, dove Davide apprenderà le storie degli uomini e i segreti dei pesci, dove coltiverà una curiosità a fin di buono da usare come amo da pesca per riempire la sua memoria-carniere con vicende, aneddoti, leggende e giri di giostra dell'immaginazione di tutti i poeti involontari che quotidianamente popolano la giornata della minuscola piazzetta a lago, davanti al balcone di casa sua. E una canzone come scatola dove custodire il tutto, una volta abbandonato il fucile ad elastici per impugnare una chitarra.
La passione per la musica lo scuote in giovane età. Spesso succedeva ai ragazzi dalla fedina musicale un po' sporca: ci si abbandonava una radio portatile da 25 kg sulle spalle e si girava così, lasciando che ogni contaminazione musicale varcasse i confini del "già sentito", in voluto contrasto con le basi ritmiche dei tormentoni di turno che cercavano di impossessarsi di ogni mente danzante. Era così che ad un Mino Reitano sovrapponevi i Ramones, da una mazurka slittavi a Bob Marley e Johnny Rotten aveva sempre qualcosa da urlarti appena uscivi da una messa beat. Una confusione bellissima che spinge Davide ad aggregarsi ai Potage, un gruppo post-punk decisamente originale con il quale passa buona parte degli anni '80 coltivando una potenzialità ironico-caotica che in seguito darà buoni frutti.
L’album Creuza de ma di De Andrè e una fondamentale ispirazione e fa nascere una domanda: Perchè non usare il dialetto comasco ? Il dialetto parlato sul lago di Como è chiuso ma non impenetrabile, grezzo ma non meno poetico di altri, vivo e colorato da chi ancora lo usa per pensare e pregare, ridere, maledire e piangere. Creuza de ma e i suoni della lingua sarda appassionano Davide fino a convincerlo che per raccontare una storia di lago, del lago che ha davanti, niente può essere più indicato della sonorità regalata dal dialetto che da sempre ne sposa acque e genti: il dialetto tremezzino.

"Abbiamo dato vita a un nuovo gruppo: Suoniamo e cantiamo in dialetto storie di paese, di disperati e di contrabbando" - disse Davide alsuo barbiere il Ghezzi. "Ah...! Sònuff de sfroos" - rispose tra una sforbiciata e un colpo di pettine. De Sfroos, ovvero "di frodo", come il commercio illegale dei contrabbandieri. Ritagliato a rasoio, reciso preciso, ecco il nome con cui battezzare il nuovo progetto.
La vena poetica che scaturisce da questa onda anomala, lacustre e sanguigna, darà tono ai colori ad olio con cui l'artista dipingerà le sue canzoni, fin da subito.
Ciulandari (1992), Viif (1994) e Manicomi (1995) sono i primi tre contenitori in cui Davide, oramai Van De Sfroos, dispone con giusto disordine storie, risate e drammi quotidiani descritti con la musicalità propria della lingua che li ha visti nascere.

I De Sfroos vedono la loro popolarità aumentare concerto dopo concerto e Manicòmi va letteralmente a ruba. Dopo di che il gruppo si scioglie. 
Non si scioglie la voglia di comunicare di Davide che nel frattempo pubblica il libro di poesie "Perdonato dalle lucertole" (1997) dove pagina per pagina l'artista lascia intendere la sua natura. Acqua di lago come inchiostro, ogni ricordo una penna con cui scrivere appunti di viaggio nella musica silenziosa delle parole pensate.
Altre storie, quindi, da sentirsi raccontare in una chiave molto più intimistica di quanto ci avesse abituato durante i concerti, in questo periodo peraltro sostituiti da sporadiche apparizioni in solitaria.
Seguendo la freccia e non il bersaglio, da buon guru delle proprie emozioni, Davide attraversa un periodo di venti poco propizi ma, come succede spesso, gli sconforti possono rivelarsi humus per lo sviluppo creativo di un artista. Ecco come pensieri scuri e una finestra aperta di questi tempi diedero vita a Ventanas, una fra le sue più toccanti poesie-canzoni incisa solo più avanti su un disco, intrisa sì di colori tristi ma anche di quelli tenui e caldi della speranza. 
Bréva e Tivan( 1999) è la fatica con cui chiude il capitolo incerto degli anni precedenti. Ora è la Davide Van De Sfroos Band a incantare da un palco, di cui fan parte musicisti capaci e professionalmente senza fissa dimora, sicchè l'immagine di menestrello cantastorie già profilata in precedenza si fa sempre più definita. C'è una novità: in questo album Davide inserisce dei brani più introspettivi, dei quali è lui stesso il primo a non pronosticarne popolarità. E' il caso de La Balada del Genesio, di Pulenta e galèna fregia o della stessa Bréva e Tivan. Lo stupore è grande quando invece all'ascolto si nota partecipazione, plauso e, non per ultima, schietta emozione. Anche Sanremo e il Premio Tenco si accorgono di lui e nell'edizione del 1999 la band viene chiamata per esibirsi all'Ariston. Il riconoscimento si chiama SIAE-Miglior .

Tanto in Van De Sfroos autore di canzoni che nel Bernasconi scrittore e poeta, è forte la voglia di andarsi a guardare ogni vicenda dall'angolazione che non verrebbe spontanea, ma che riserva sempre sorprese o rende tutto meno tragico, se è il caso. Caino e Abele, Adamo ed Eva, lo stesso Noè, raccontati nel mini-album "La Poma" (1999), perdono molta della loro severità biblico-tragica e acquistano tonalità comico-goffe. La personalità scanzonata che li distingue ne fa delle entità dislocabili dal Libro Sacro e li butta fra la gente di tutti i giorni, intenta a nulla e prigioniera solo di quel che è successo ieri, come un Sügamara cavaliere sul suo motorino rubato. La cultura, se mentre fa pensare diverte, dilaga nell'arido.

Sügamara è una delle tante anime in viaggio di E Semm Partii (2001), l'album delle irrequietezze, del desiderio di altro o di oltre. In qualche modo è stato per Davide un veicolo su cui viaggiare e far conoscere la sua creatività fuori dai confini abituali, sfidando un cammino reso arduo dalle asperità del dialetto, armato di curiosità e fiducia nella curiosità altrui. Ha messo in luce un suo mondo, fatto non di giudizi, non di tentativi di comprensione, ma di racconti e di storie che a tenerle dentro era un peccato, soprattutto se nel raccontare ci sai fare. 
Tutti i rumori e gli umori degli innumerevoli concerti seguiti a questo ultimo album sono stati incisi sul doppio CD "Laiv" (2002). Fra le tracce presenti anche 4 brani inediti, con un esilarante remake dialettale di Frank's Wild Years di Tom Waits, proposta durante la seconda partecipazione al Tenco nel 2002.
Dopo di che, si parla di pesci. O meglio, di quel che possono suggerire i pesci alla memoria di un uomo. "Le parole sognate dai pesci" (2003) è un libro breve che, se lo leggi e ti piace, lo rileggi e poi ancora e di nuovo, come si fa con un buon disco. A guisa di pesce è strutturato ed ha una testa, una lisca e una coda. Dentro il pesce storie, legate fra loro con il filo della memoria. I ricordi creano radici importanti e ben salde, ancorate, molte volte nascoste fra i pensieri di una personalità "mentalmente poco salda", come verrebbe definita in una clinica, o "foeu de sentiméent", come direbbero al bar. Dentro il pesce ombre, forzieri con libertà da custodire e ritrovare dopo che le pieghe della vita ti han confuso. Dentro il pesce parole, dette magari su un pontile, cariche di tutti i significati che siam disposti a dare: "cose che capiranno solo le zanzare". Fuori dal pesce, fuori dal lago, Davide che non smette di osservare lo specchio d'acqua che ha davanti e di rubare a modo suo le storie riflesse, per poi raccontarcele. 

Il 25 febbraio 2005 esce “Akuaduulza” (quattordici brani inediti) che registra un ampio consenso di pubblico e critica. Il tour “Akuaduulza” fa tappa nei più importanti Festival d’Europa tra i quali “Pistoia Blues”, “Folkest”, “Rapperswille Jazz & Blues Fest”, “La Notte della Taranta” a cui seguono numerosi i concerti in Europa come Madrid, Bruxelles, Berlino, Slovenia e Croazia. Il 3 settembre, su Rai2, va in onda “Nashville – provincia di Como”. Il 23 novembre debutta in libreria “Il mio nome è Herbert Fanucci” (edito Bompiani), un romanzo che in poco meno di un mese vende 20 mila copie.
Prestigiose le esibizioni al “Marriot Hall Center” di New York e successivamente al “French Quarter Festival” di New Orleans. A dicembre viene pubblicato il suo primo Dvd live “Ventanas – Suoni Luoghi Estate 2006”. Lo stesso anno Davide è protagonista, in qualità di direttore artistico, del progetto “La porta aperta” - iniziativa formativa rivolta ai ragazzi del lago e delle valli in collaborazione con la Provincia di Como Assessorato ai Servizi Sociali e Sanità, l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e l’ Azienda Sanitaria Locale di Como.
A marzo 2007 parte il nuovo “Tour 2007” che approda in ogni angolo d’Italia e per la prima volta anche in Sicilia al prestigioso “Summertime Blues Festival” di Alcamo.
L’8 febbraio 2008 esce “PICA!”, nuovo album con 15 brani, 3 dei quali con testo in italiano e ritornello in dialetto laghée. Ad una settimana dalla pubblicazione, “PICA!” conquista uno storico quarto posto nella classifica ufficiale Fimi/Nielsen degli album più venduti in Italia. L’autorevole rivista “Buscadero” dedica a Davide la copertina del numero di febbraio. Il 19 aprile Davide Van De Sfroos è in concerto, per la prima volta nella sua carriera, nella prestigiosa arena del DatchForum di Assago-Milano: il risultato è un clamoroso SOLD-OUT con 12.000 spettatori. E’ l’anteprima di un corposo tour estivo, che porta l’artista nei maggiori festival e piazze del Paese. A ottobre giunge per “Pica!” il prestigioso riconoscimento con la Targa Tenco 2008 come “miglior album in dialetto” . 
Nell’estate 2008 Davide è Direttore Artistico di “Lario éstival Musicabaret” una rassegna di spettacoli e intrattenimento che ha coinvolto la Provincia di Como e importanti artisti musicali. Prende il via un nuovo progetto dove Davide è direttore artistico: “Musica in Rete” un percorso che ha dato ai giovani la possibilità di aggregarsi in strutture adeguate e moderne, per imparare a far musica. Ad ottobre Davide segue il progetto Il “Sentiero dei grandi piccoli” un percorso formativo-culturale di valorizzazione della identità e delle tradizioni locali per i bambini delle scuole elementari della Provincia di Sondrio. 
Sempre a febbraio ma del 2009 parte il fortunato “PICA! Tour Teatrale” che tocca le principali città italiane (Milano, Genova, Firenze, Bologna, Torino, Verona, Como) e si conclude all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Con il Corriere della Sera esce nelle edicole “40 Pass”, il cofanetto che raccoglie la produzione del cantautore laghèe: 4 cd con 2 brani inediti e 38 successi nei nuovi arrangiamenti del tour teatrale “Pica!” e delle “RSI Sessions” di Lugano e, in prima assoluta, 2 dvd con il concerto del Datch Forum di Assago. A maggio inizia il tour estivo “40 Pass Tour 09” che tocca i palchi di numerose piazze e festival d’Italia. A novembre Regione Lombardia – Assessorato alle Culture e Autonomie della Lombardia affida a Davide il ruolo direttore artistico di “Id&m – Identità & Musica” il primo festival dedicato alla musica dei territori che ha luogo il 7 e 8 novembre 2009 nella suggestiva cornice del Teatro degli Arcimboldi di Milano. Il festival è teatro di uno storico duetto: Francesco De Gregori invita Davide Van De Sfroos sul palco a cantare “Generale” intrecciata con “Sciuur Capitan” del cantautore laghèe. Il 13 novembre parte dalla Valtellina, con un doppio sold-out, il “Davide Van de Sfroos show”, nuovo tour teatrale del cantautore. Uno spettacolo a tutto tondo, in cui accanto alla musica dal vivo e ai personaggi delle canzoni sono protagonisti le parole, le visioni ospiti e le invenzioni di un artista fuori dagli schemi.

Il 20 dicembre 2010 viene resa ufficiale la sua partecipazione alla sessantunesima edizione del Festival di Sanremo con il brano Yanez che si classificherà al quarto posto.[4]
Nella terza serata del Festival di Sanremo, dedicata alla celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, ha cantato Viva l'Italia di Francesco De Gregori, mentre nella serata dedicata ai duetti si esibisce al fianco di Irene Fornaciari.

Martedì 15 Marzo 2011 è uscito il suo sesto album in studio come solista, Yanez


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