martedì 7 giugno 2011

Alieni: non siamo soli nell'universo!

Non siamo soli nell’universo: e perché mai dovremmo esserlo?

 Nell'Universo oggi conosciuto si stima che esistano 600 milioni di miliardi di civiltà tecnologiche.
Il telescopio più grande del mondo si trova in California, sul monte Palomar a 1800 m di altezza. Per trasportare il suo gigantesco specchio parabolico, del diametro di 5 metri, si è dovuto costruire una strada lunga 75 km.

Il telescopio può scrutare nello spazio ad una profondità di 4 miliardi di anni luce, come a dire che esso riesce a fotografare la luce di stelle distanti da noi 36 miliardi di miliardi di km. Quindi l'astronomo che usa questo potente telescopio non fa altro che osservare il passato del nostro Universo.
Lo stato del nostro attuale Universo lo potranno osservare i nostri discendenti fra qualche milione di anni. Osservando il cielo di notte, lontano dai centri abitati, in aperta campagna, l'osservatore che scruta la volta celeste avrà modo di notare che su di essa sono incastonate miliardi di stelle. Se si considera che per ognuna di quelle stelle osservate vi sono i rispettivi sistemi solari, formati da pianeti, da lune, e da altri corpi celesti più piccoli, possiamo affermare che quell'osservatore in quel preciso istante sta osservando miliardi di sistemi solari e quindi miliardi di pianeti.
Se poi consideriamo che nell'Universo vi sono circa cento miliardi di galassie, e che ognuna di esse contiene in media cento miliardi di stelle, moltiplicando il numero di galassie per il numero di stelle otteniamo un numero enorme di stelle.

Tenendo conto che, nell’universo oggi conosciuto vi sono circa 100 miliardi di galassie, vi è la possibilità che circa 600 milioni di queste si abitate da civilità aliene.



La Via Lattea dell'emisfero boreale; si distingue l'asterismo del Triangolo Estivo. Ben visibile la Fenditura del Cigno, una lunga fascia scura che divide la scia chiara della Via Lattea in senso longitudinale. (Fonte: it.wikipedia.org)
Consideriamo la nostra galassia, quella che noi tutti chiamiamo comunemente via lattea: solo in essa vi sono cento mila milioni di stelle; se volessimo contarle tutte, al ritmo di una al secondo, impiegheremmo quasi duemila e cinquecento anni. Oggi è accertato che almeno cinquanta milioni di queste stelle potrebbero essere circondati da pianeti su cui è possibile una vita evoluta. Solo una grossa presunzione, o una ignota paura potrebbe farci affermare che noi siamo soli nell'Universo.

Il professore Hermann Oberth, padre del volo spaziale, ha dichiarato: "Ritengo possibile che esseri intelligenti di altri mondi abbiano visitato la nostra terra nei tempi passati. Gli scienziati hanno sempre un atteggiamento scettico di fronte alle nuove idee. Anche quando fu inventata la ferrovia gli scienziati credevano che l'uomo non potesse sopravvivere a velocità superiori a trenta chilometri orari."

Lo scienziato Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun, una delle figure principali nello sviluppo della missilistica in Germania e negli Stati Uniti, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale americano, ha dichiarato: “Ritengo probabile che nell'immensità dell'Universo esistano non soltanto forme di vita vegetali ed animali, ma anche esseri intelligenti; anzi ne sono convinto."

Quindi se non siamo soli nell’universo è d’obbligo porsi degli interrogativi fondamentali per la nostra esistenza:

Chi siamo veramente? Quale è il nostro senso della vita?
Di fronte a queste domande, (che comunque da sempre tormentano l'essere umano), ora l'uomo moderno si trova di fronte ad  un bivio: o continuare a perpetrare la strade segnata da secoli di cultura religiosa che tende a darci in ogni caso un Dio e quindi una speranza di una vita nuova vita dopo la morte, (paradiso, reincarnazione ecc....), oppure aprirsi ad una nuova via,  lunga e per molti versi oscura che porte ad un'idea diversa dell'uomo e della sua creazione.
La possibilità che noi non siamo altro che il frutto di un esperimento di altri esseri più evoluti che hanno e continuano ad influenzare la nostra storia, il nostro futuro.
Forse è ancora presto e non si è ancora pronti.
Forse vi sono forze contrastanti a riguardo fra gli stessi esseri superiori .
Ma se si decide di perseguire la seconda via bisogna essere consapevoli che la linea di confine tra una spiegazione scientifico razionale delle nostre esistenze e lo sconforto per una vita senza senso è molto sottile e si rischia di fare passare ogni individuo che accetta tale cammino dall' appagamento per una legittima e giusta spiegazione sulla nostra esistenza
alla disperazione più totale per per il senso di impotenza sulla propria storia.
Siamo di fronte  a qualcosa più grande  di noi?
La risposta non può essere che si.
L'uomo da sempre ha cercato di capire e spiegarsi il perchè della propria vita e le risposte che in parte hanno dato un maggiore senso di appagamento sono state evidenziate dalla religione.
Tutte da quelle più antiche (in genere  politeiste) a quelle più recenti (quasi tutte monoteiste) parlano di Dei o un Dio creatore, di una altra vita o dimensione dopo la morte dando speranze a tutti coloro che vi credono e se cosi non fosse? Forse aveva ragione Karl Marx che diceve che “la religione  è l'oppio dei popoli”, sovrastruttura utilizzata della classi dominanti per distrarre le classi più povere dai problemi più concreti.


La stessa affermazione, provocatoriamente si potrebbe applicare  all'argomento trattato in questo libro.
La religione potrebbe essere un'invenzione degli stessi alieni solo per darci qualcosa a cui pensare per dopo la morte. Un'illusione da coltivare e da tramandare da generazione in generazione.
La tesi di un Dio extraterrestre  potrebbe essere più di una possibilità.......



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