lunedì 11 aprile 2011

Padre Ernetti ed il Cronovisore




Padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti 
Monaco benedettino nato nel 1925 a Rocca Santo Stefano e morto presso l’ Isola di San Giorgio Maggiore, nel 1994.
Fu scienziato, fisico, ricercatore, musicologo, esorcista.
Il suo nome è particolarmente legato alla comunità scientifica per avere svolto ricerche in ambiti non convenzionali.
Come musicologo ha insegnato prepofonia, (la musica antecedente alle note), a Venezia presso l'Abbazia di San Giorgio Maggioredove ha sede l'Istituto di prepolifonia (fino a poco tempo fa l'unico esistente al mondo).
Fu anche amico e collaboratore di padre Agostino Gemelli presso il Laboratorio di Fisica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il nome di padre Ernetti e soprattutto legato alla presunta invenzione del Cronovisore, una specie di macchina del tempo che permetteva di vedere gli avvenimenti del passato e che egli sostiene di aver progettato e costruito agli inizi degli anni cinquanta insieme a un gruppo di famosi scienziati tra i quali l'italiano Enrico Fermi e il tedesco Wernher von Braun.
Dell’invenzione di inizio a parlare tra l’opinione pubblica nel 1972, inseguito alla pubblicazione da parte de La Domenica del Corriere di un'intervista a Padre Pellegrino Ernetti circa gli esperimenti che lo avrebbero condotto alla costruzione di un apparecchio da lui denominato macchina del tempo o cronovisore. Ernetti avrebbe cominciato a lavorarvi già a partire dalla fine degli anni quaranta, sembra insieme ad Agostino Gemelli (scomparso nel 1959), col quale aveva effettuato altri studi riguardanti la possibilità di comunicare con i defunti.
Nella stessa intervista (una delle sue rarissime esternazioni a riguardo), il benedettino racconta, di aver assistito, attraverso il cronovisore, alla rappresentazione del Tieste nel 170 a.C., una tragedia perduta del poeta latino Ennio e di aver completato l'opera trascrivendo le parti mancanti, inoltre affermava anche di aver sentito le voci di Benito Mussolini e di Napoleone Bonaparte e di aver assistito alla passione e crocifissione di Gesù Cristo, di cui avrebbe realizzato una foto. 




Proprio questa sua ultima affermazione e stata particolarmente contestata per il fatto che l’immagine in questione è stata identificata con la foto di un crocifisso ligneo dell'artista Cullot Valera conservata a Collevalenza, Todi.
Ma Padre Ernetti sostenne che le critiche erano infondate, anzi deponevano a suo favore dato che la sua immagine fu immortalata nel 1953, mentre quello di Collevalenza venne realizzato circa sei anni dopo.
L'esistenza della macchina tuttavia non è mai stata dimostrata e padre Ernetti, che per il resto della propria vita si chiuse in un riserbo assoluto su questo argomento, solo prima di morire il monaco benedettino ne avrebbe parlato con amici stretti invece di portarsi il segreto nella tomba.
Più recentemente il teologo ed esperto di "transcomunicazione strumentale" padre François Brune ha riportato dopo molti anni alle cronache l'avveniristico ed ipotetico cronovisore, con un suo libro pubblicato nel 2002 con il titolo " Le nouveau mystere du Vatican" (il nuovo mistero del Vaticano).
Nel suo libro Padre Brune riferisce di aver conosciuto Padre Ernetti nel 1964 e gia’ in quel tempo il cronovisore era stato sequestrato dal Vaticano.
“C’era stata una riunione con il Papa e poi, di comune accordo, la macchina era stata smontata e nascosta in una sala dello Stato Pontificio”.
Inoltre lo stesso Ernetti avrebbe dovuto tacere per imposizione da parte del Vaticano, dato che le autorità religiose erano preoccupate per le conseguenze che una tale invenzione avrebbe potuto portare, proibendogli di continuare eventuali esperimenti. E lui obbedì




Il funzionamento del Cronovisore
Il principio fisico sui si baserebbe il funzionamento di questa macchina si può riassumere nella teoria secondo cui ogni essere vivente lascerebbe dietro di sé, nel tempo, una traccia costituita da una non ben identificata forma di energia. Tali tracce, in forma di energia visiva e sonora, non subirebbero col tempo una cancellazione definitiva, bensì una semplice attenuazione, rimanendo "impresse" nell'ambiente nel quale si manifestarono, confinate in una non meglio specificata "sfera astrale", dalle quali sarebbe possibile in ogni tempo recuperarle. In pratiche le onde sia visive che sonore rimangono nel tempo e possono essere in parte recuperate.
Il suo principio di funzionamento sarebbe in buona sostanza un'applicazione delle tesi di Albert Einstein e agirebbe nel modo seguente: dando per acclarato che la velocità della luce sia la costante finita di cui ci parlano le teorie relativistiche, noi percepiamo in ogni momento l'immagine (e quindi la posizione) che il sole aveva (circa) 8 minuti prima, dato che la sua distanza media dalla terra è di 150 milioni di km. Il cronovisore permetterebbe di vedere il passato, perché, adoperando tecniche non meglio specificate, ma, a dire dell'autore, derivate da applicazioni di metodiche usuali, si connetterebbe con la posizione che aveva la terra nel momento in cui si svolgeva l'evento passato. In ciò consisterebbe la "sintonizzazione" del cronovisore sulla scia relitta di energia lasciata dall'evento. Una sintonia che lo strumento, a dire del sedicente artefice, sarebbe in grado di raggiungere, assicurando la visione (e l'ascolto) di qualsiasi fatto avvenuto in epoche passate.










Fonti

http://membri.miglioriamo.it/change/misteri/segreti-vaticani-2-padre-ernetti-rompe-il-silenzio/
http://www.mednat.org/misteri/ernetti.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Cronovisore
it.wikipedia.org/wiki/Pellegrino_Ernetti

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